Stammi a sentire figlio mio……
Ogni mattina ringrazia il cielo… il destino… il creatore... o chi vuoi tu per averti dato la vita: è un dono meraviglioso! Allora, ogni giorno, appena sveglio, inspira a pieni polmoni l’aria fresca del mattino, stira voluttuosamente le membra e canta... canta a piena voce il primo motivo che ti sale alle labbra… gioioso… sentimentale… commovente… marziale... non importa non importa - ma canta! Canta, esprimi la tua gioia di vivere.... così la sentirai più profondamente in te stesso..... ….. ricordati di essere sempre fedele a queste due parole: onestà e correttezza… ci sarebbe una terza parola da non dimenticare anche se è ormai desueta, una parola che in altri tempi fu considerata come il valore primario: onore. Non curarti delle mode, che - credi a me - passano… il senso dell’onore è per prima cosa rispetto di se stessi.
Ecco!
Quando saprai leggere, ti farò stampare, a bei caratteri le stupende parole della celebre poesia di Kipling affinché tu possa ricordarle sempre:
Se vedi distrutte le cose per le quali hai dato la vita e - senza dire una parola - cominci a ricostruirle. O perdere in un sol colpo, senza un gesto di sconforto o un sospiro, tutto quello che prima avevi vinto in cento partite… ...sarai un uomo, figlio mio.
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Questi sono l’inizio e la fine di una lunga lettera che JDO scrisse quando nacque suo figlio.
L’epistola, per volere di sua moglie Nathalie, chiude il suo "testamento equestre": Addestrare i cavalli è semplice che è stato licenziato alle stampe postumo.
Io - invece - metto questo brano all’inizio della presentazione del personaggio alla quale segue la traduzione del suo testamento equestre... ogni commento o ulteriore spiegazione mi sembrano superflui.
Io - invece - metto questo brano all’inizio della presentazione del personaggio alla quale segue la traduzione del suo testamento equestre... ogni commento o ulteriore spiegazione mi sembrano superflui.
La traduzione di Dresser c'est simple - per ragioni di copirait - non è divulgabile se non in forma strettamente privata, mentre - per il mio piacere - pubblicherò e commenterò le idee "rivoluzionarie" espresse dal Nostro nel suo straordinario scritto.
Fino a qualche tempo fa, se mi aveste chiesto chi fosse Jean d'Orgeix, avrei risposto: è stato un grande cavaliere inseribile nella categoria dei postcaprilliani francesi.
Eh già, in Germania, in Inghilterra, negli USA e dunque anche in Francia, dopo Caprilli, ci son stati dei cavalieri che - a seconda delle loro tradizioni e delle loro specificità locali - hanno elaborato e perfezionato a poco a poco il "sistema" del Capitano; in Italia - invece - ancor oggi ci si aggrappa nostalgicamente al purismo caprilliano.
Intanto è passato un secolo: son cambiati i cavalli, gli ostacoli e i percorsi, ma questo non ci interessa, e, il più grande innovatore del s.o. è visto - nella migliore delle ipotesi - come uno che "è riuscito a fare del montare male un'arte".
La sarcastica affermazione è "benevola" solo perché l'evidenza, la storia, i fatti dimostrano che il Nostro, i suoi allievi e i suoi seguaci - "montando male" - hanno fatto "un culo così" a quelli che "montavano bene", e che tutti i topraiders di s.o. moderni, seguono - per quanto riguarda l'assetto - i principi di JDO.
Ora, cerchiamo di capire cosa è "male" e cosa è "bene".
L'equitazione, da sempre, è divisa tra quella praticata dai cavallari: gente che coi cavalli ci lavora e vive acca 24: butteri, cosacchi, mongoli, gauci, cauboi, ecc. ecc. e quella codificata nelle accademie e nelle squole dai grandi cavallerizzi; a queste due realtà - di recente - si è aggiunta una terza: l'equitazione femminina con annesso il fenomeno del lallismo.
Gli interscambi tra cavallari e cavalieri ci son sempre stati e inevitabilmente ci sarà - almeno parzialmente - la femminizzazione dell'equitazione per il semplice motivo che oggi gli utenti del cavallo - nel mondo occidentale - sono per la maggior parte (oltre il 70%) donne con una strabiliante maggioranza di ragazzine in continuo velocissimo ricambio.
Detto che chiunque vada a cavallo, faccia equitazione, si deve adeguare allo ASSIOMA DI L'HOTTE, stabiliamo che:
- i cavallari privilegiano l'istinto, l'utilità, la comodità, la sicurezza in sella, l'affidabilita delle loro cavalcature.
- i cavalieri privilegiano la forma, la tecnica, le regole dettate dalla scuola di appartenenza, dai metodi seguiti, dalla disciplina praticata.
- le ragasse e i lallisti - invece - mettono ai primi posti: la "relazione" collo lallo, la sua cura, il suo benessere e tentano, con magna ippocrisia, di ignorare l'assioma con l'invenzione di una nuova terminologia imbecille. In realtà, ecco quello che attrae, che ha sempre attratto le donne verso l'equitazione, ce lo dice la "reginetta dei romanzi rosa" supertitolata ad esprimersi sui segreti delle profondità dell'animo femminile :
«Naturalmente» rispose Lauren.
«Partecipate alla caccia alla volpe?»
«No, non l'ho mai fatto.»
«Ma vi considerate una cavallerizza esperta?»
«Dipende da quello che intendete per esperta. Certo so...»
«Attraversate mai la campagna al galoppo?» chiese Lady Freyia. «Saltate le siepi invece di passare dal cancello? Rischiate l'osso del collo per il puro piacere di sentire fra le cosce l'animale?»
Mary Balogh, Un'estate da ricordare, Mondadori
Le scelte e le discussioni possono vertere solo sui modi, tempi, intensità della loro applicazione.
Dunque, la lettura di Addestrare i cavalli e semplice sarebbe necessaria alle ragasse, ai cavallari e ai cavaglieri, infatti, ecco cosa ci dice JDO:
L’equitazione è regolata da leggi meccaniche e psichiche derivanti dallo studio della psicologia animale che possono essere analizzate, studiate e spiegate in modo chiaro e logico; in una parola semplice.
La nostra educazione, quella che trattiamo in questo libriccino, riguarda quello che chiamiamo "l’addestramento di bassa scuola" che arriva ai cambi di galoppo isolati e all’inizio del lavoro sugli ostacoli.
Escludiamo ogni addestramento specifico riguardante le tre discipline olimpiche: salto, dressage, completo e l'equitazione accademica o di alta scuola.
Del resto, la bassa scuola rappresenta la base fondamentale di ogni equitazione che in seguito potrà andare a specializzarsi.

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