Ecco i ritratti dei grandi Maestri dell'Equitazione. Tra questi, due mie "scoperte": il negro Tom Bass, nato schiavo che - grazie ai cavalli e al suo talento - raggiunse una posizione di assoluto prestigio nell'America becera e razzista di fine 800, e il Comandante Rousselet, un autorevole cavallerizzo, che, 200 anni prima della moda dei "sussurratori", parlava con i cavalli.

mercoledì 24 febbraio 2021

QUESTIONI DI CULO

 Juste une histoire de fesses.


Qu'elles soient rebondies, grassouillettes ou musclées, leur existence est garante de la bopferd379nne " marche " du couple cavalier-cheval. Elles, ce sont les fesses. Passives chez le débutant, elles développent au fil du temps une certaine capacité de communication. Eh oui, les fesses du cavalier parlent... à leur monture. Mais du débourrage de ces quartiers de lune jusqu'à leur éducation savante, beaucoup d'encre aura coulé. Allez, je vous laisse. Il n'y a pas que la fesse dans la vie... Mains, jambes et épaules savent elles aussi y faire quand il s'agit de nous faire des misères !


Che siano flaccide, muscolose o grassottelle, le chiappe sono le responsabili della buona comunicazione tra cavaliere e cavallo Nei principianti sono passive, mute, ma col tempo acquisiscono una certa capacità di dialogare, eh si!  Le chiappe del cavaliere parlano... alla sua cavalcatura. Ma, per portare questi "quarti di luna" dalle elementari all'Università, acqua ne passerà sotto i ponti! Ora vi lascio. Nella vita non c'è solo il culo... mani, gambe e spalle anch'esse sanno come farci fare delle emerite cazzate a cavallo! 


Perfetto: ma chi è il massimo affabulatore, l'eccelso oratore, il suggestivo narratore pari a Gassman, ad Albertazzi, a Carmelo Bene in quanto ad elegante eloquenza con le chiappette?
Ovvio: NUNO OLIVEIRA
Il video lincato è prezioso, il Maestro monta per la prima volta quel lipizzano, lo dovrebbero  studiare fotogramma per fotogramma tutti coloro che - ad minchiam - si proclamano "classici", "leggieri" e "baucheristi".
Ci sono alcune fasi da guardare e riguardare per cogliere i movimenti delle mani e delle gambe del Maestro, la posizione della testa e dell'incollatura del cavallo e la risposta della groppa del cavallo in relazione agli aiuti del Maestro.
Mi ero proposto di tagliare il filmato pezzettopezzetto e notare assieme le sottigliezze dell'assetto di Oliveira... ho qualche difficoltà tennica, ma spero di risolvere, per ora aiutiamoci coi fotogrammi.
Ma non prima di ricordare cosa ha scritto il Maestro a proposito dell'assetto:
  • C'è la tendenza ad abusare della pressione delle gambe, vi darò una spiegazione molto semplice che vi dirà di non farlo più; il lallo - stranamente - respira e se la pressione delle gambe è continua respirerà con difficoltà. Le gambe devono essere scese, vicine al cavallo, ma morbide e ferme, devono toccare rapidamente e lasciare, se necessario toccare di nuovo e lasciare ancora in una frazione di secondo; vedo la maggior parte dei cavalieri, le gambe incollate al cavallo, i talloni sempre bassi in modo impeccabile, gli speroni sempre piazzati troppo alti, ed essi non si rendono conto se toccano o no....  ... altra cosa grave è che il cavaliere non capisce che stringendo le contrae la schiena impedendo così alla cintura di essere sciolta e di agire correttamente
  • ci dice che le mani cominciano dalle spalle e le gambe dalle anche. In estrema sintesi, la cintura (le reni) è il punto di snodo che dona indipendenza agli aiuti diventando esso stesso "aiuto" nella fase più avanzata dell'addestramento riducendo al minimo - a volte escludendo completamente - l'uso delle mani e delle gambe.  Inoltre, sottolinea che le gambe non agiscono mai indietro, il loro spostamento verso il ventre del cavallo è - al massimo - di una decina di cm, cosa che hanno - evidentemente - dimenticato i novelli fautori della ecole francese
  • Le gambe devono essere piazzate in una maniera che oggi, purtroppo, non si insegna più. Infatti, le ginocchia devono essere incollate alla sella. Questo permette di affinare l'azione delle gambe e assicura una corretta posizione della schiena. Per il Maestro l'azione delle gambe è di una importanza pari a quella delle mani.

Oliveira ha sapientemente preso dalla:
  • "Scuola di Versailles", dunque da La Gueriniere,
  • da Baucher,
  • da Steinbrecht.

Ad esempio: quì sotto si sono due fotogrammi, in uno il lallo è al galoppo, nell'altro al passo, ma comunque, Oliveira è sempre tutto all'indietro, perché?
Siccome il Maestro è impostato alla Gueriniere: gamba ben discesa vicino alle cinghie; porta le spalle indietro, ovvero, si mette il cavallo "davanti le gambe" come dice Baucher.
Inoltre, e questo si vede nel filmato, è morbidamente incollato alla sella dalla natica al ginocchio, le gambe libere e sciolte come prescrive l'assetto aperto di Steinbrecht.


Dunque, natiche incollatissime che fanno da solida base e da anello di trasmissione ai movimenti della cintura, cosce e ginocchia aderenti ma non fisse, gamba che cade naturalmente alle cinghie e in grado di agire in tutte le direzioni con l'intensità e la frequenza volute.

Bene, ora passiamo a guardare il busto, le spalle, la testa e le braccia del grande cavallerizzo, delle mani vedremo poi.
Ma prima è doveroso accennare al fatto che le chiappe, oltre a parlare al lallo, lo sentono... sentono: rigidità, disarmonia, resistenze e irregolarità, guardate:
rigidità/resistenza 
dovreste vedere il video dal min: 5,24.
Oliveira, accosta la pista con una cessione alla gamba, una volta vicino alla cavallerizza,  probabilmente, domanda la spalla in dentro con un sapiente uso del tallone sx, ma il lallo resiste, prima si mette contro poi cede ma deve essere ancora rigido, tant'è che il cavallerizzo portoghese, molto saggiamente, lo ferma nell'effetto d'assieme, gli chiede la cessione della mascella e ricomincia, ma il lallo, una volta in movimento, si irrigidisce di nuovo, allora lo asseconda, poi impone dei passi indietro, e, dato che son ben fatti, smonta e gli dà delle affettuose pacche sulla chiappona.
Dunque, 

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