.... solo verso i quarant'anni, pur essendo nato tra i cavalli e avendo montato molte diecine di lalli, ho sentito parlare (ho letto) della masticazione e della sua importanza. Fatta mente locale, credo sia un falso problema. Cavalli perfettamente sciolti, decontratti, viaggiano, stanno all'ordine senza masticare affatto. Per contro, pur masticando, i lieti equini - se vogliono - si posson metter contro quando e come vogliono. Certo, si può facilmente insegnar loro a masticare, a schiumare, ad aver la bocca fresca, a parlare...
Per lo vero, noi cavallari, usavamo intingere il filetto nel miele le prime volte che lo presentavamo (glielo ficcavamo in bocca) al puledro, e quello - felice - lo masticava, lo ciucciava come un pupone.
Se avete seguito le "puntate" precedenti, avreste preso atto dell'importanza della mobilizzazione della mandibola come segno di leggerezza.
Fu una scoperta empirica molto importante tant'è che l'antico detto recita così:
A cheval, c'est comme en amour : quand on a la bouche, on a le reste !
Dunque, deve essere vero, tant'è che L'Hotte da questa spiegazione, per i suoi tempi, "scientifica":
"Anzitutto possiamo verificare la leggerezza dalla cessione della mandibola, l’articolazione che per prima riceve l’azione della mano: ne abbiamo la prova quando risponde dolcemente all'azione che ne sollecita il suo gioco. Il movimento della mandibola non si esaurisce nella sua cessione ma ha influenza sia sulla flessione dell'incollatura che, via via, su tutte le altre articolazioni, che sono strettamente concatenate e interdipendenti tra di loro. Da ciò si capisce l’importanza del tutto particolare che bisogna dare alla cessione della mandibola come prova della leggerezza complessiva del cavallo".
Dopo centocinquant'anni, la generica spiegazione del Generale, alla luce delle nuove conoscenze, è stata così rinnovata:
Mobilizzando la bocca, il cavallo di fatto rilassa il massetere che si scioglie, si decontrae. La decontrazione del massetere, ma anche del muscolo occipitale (relativo alla testa) e di alcuni muscoli che controllano la nuca, determina per induzione, per contagio, un rilassamento anche dei muscoli dell’incollatura e delle spalle.
Dunque, quanto sopra affermato contiene 2 sciocchezze:
- la prima: "Mobilizzando la bocca, il cavallo di fatto rilassa il massetere che si scioglie, si decontrae..." Il massetere è un muscolo masticatorio che - stranamente - serve a masticare, per farlo si contrae e si rilassa ritmicamente, dunque, la "mobilitazione della bocca"/la masticazione al 50 % scioglie e al 50 % contrae il massetere.
- La seconda: perché, la mobilitazione della mascella dovrebbe trasmettere alla catena muscolare solo il rilassamento e non contrazione?
Inoltre, questa visione del rilassamento muscolare per contagio a catena è perlomeno curiosa, in quanto i muscoli sono comandati dal sistema nervoso e si rilassano e contraggono singolarmente, o meglio, per gruppi, indipendentemente dal "contatto" degli uni con gli altri.
Ma non mi sottraggo all'evidenza empirica del valore decontraente della masticazione nel lallo... un mammifero.
Do per scontato che, nelle linee generali, la fisiologia dei mammiferi è simile, come è uguale la denominazione che abbiamo dato alle corrispettive parti anatomiche, dunque, anche i comportamenti elementari in risposta ad esigenze e sensazioni vitali come: fame, sete, riproduzione, dolore, piacere, paura, ecc. sono simili nel cavallo come nell'uomo, nel maiale come nel cercopiteco.
Tant'è che si fanno un mucchio di esperimenti di laboratorio prendendo come cavie dei mammiferi per valutare le loro risposte in relazione alle patologie e ai comportamenti umani.
Riepiloghiamo, non so se le mie ipotesi sono esatte, di certo:
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Allora, come spieghiamo scientificamente la corrispondenza tra la masticatio et la decontrattatio evidenziata da Baucher e confermata da tutti i suoi successori?
Un indizio l'ha dato JDO sottolineando che la decontrazione è psichica, mentale non fisica e da quì ripartiamo.
Pare che il masticare sia un'attività rilassante, la cui scoperta è antichissima, dei ricercatori norvegesi hanno scoperto un pezzo di resina vecchio di 9000 anni con evidenti tracce di denti umani, ma le prime prove certe le abbiano dagli antichi greci che masticavano una resina tratta dal lentischio, nell'America precolombiana, si masticava tabacco, coca e il chicle la resina dell'albero della gomma, appunto.
Evidentemente, il masticare è un'attività piacevole diffusasi a livello globale con il chewing gum arrivato in Europa al seguito delle truppe americane.
Vari studi a proposito concordano sul fatto che masticare è certamente un antistress, inoltre, chi mastica la gomma aumenta la propria capacità di attenzione e di reazione.
Perché accade tutto ciò, non è molto chiaro, ma sembra che il masticare riduca la presenza del cortisolo (l'ormone dello stress) nell'organismo e favorirebbe l'afflusso e la circolazione del sangue nel cervello.
Ma tutto ciò - in relazione alla masticazione del lallo - mi interessa poco... chi sono gli sportivi che masticano gomme durante le competizioni?
I giocatori di baseball, i golfisti e... i portieri di calcio.
Ma cos'hanno in comune Joe Di Maggio, Tiger Woods e Buffon oltre al fatto che masticavano/masticano le cicche?
Fanno un'attività che alterna fasi di massima tensione, massima concentrazione a tempi morti, durante i quali bisogna mantenere la massima tranquillità e non perdere la concentrazione.
Di queste categorie, i giocatori di basaball sono quelli che sono i più sottoposti a questa "doccia scozzese", infatti, l'uso della gomma e/o del tabacco da masticare o di semenze per masticare diventa patologico e si acquisiscono curiose abitudini come lo sputare in continuazione.
Da notare che, anticamente, quando non esistevano le gomme si davano ai soldati, in procinto di entrare in battaglia, delle striscette di cuoio da masticare per allentare la tensione.
Dunque, stabilito che la masticazione è certamente una pratica psicologicamente rilassante per gli umani, probabilmente lo è anche per i lalli.
Questo fu notato da Baucher che ne fece il suo "marchio di fabbrica" riguardo la leggerezza infatti: Bisogna che - durante il lavoro - alla minima richiesta della mano, la mandibola scarti dolcemente e si muova come se il cavallo mormorasse piano piano, smettendo appena la mano cessa la sua azione. In altre parole: il cavallo leggero non deve essere muto ma neanche chiacchierone.
Questo periodo mi fece pensare che la "cessione della mascella" possa essere figlia di un involontario addestramento, e lo scrissi:
La mobilità della mandibola, la masticazione, la "bocca fresca", la “salivazione”, il "cavallo che parla", lo “scarto della mandibola” ecc. ecc. sono sinonimi che stanno ad indicare la leggerezza del lallo...giusto, ma nessuno ha spiegato (almeno credo) perché il lallo schiuma, mastica, si alleggerisce; io ho una mia ideuzza...eccola !
Premesso che ho visto/vedo una “marea” di lalli perfettamente addestrati che non “masticano” - dunque - in teoria - non sarebbero “leggeri”, la “masticazione” è una risposta del lallo alla mano del cavaliere che cede quando sente che il cavallo “scarta dolcemente la mandibola”, dunque il cavallo mastica per far cedere la mano, per dire al cavaliere: dammi tregua...quanti cavalieri lo capiscono? In pratica addestra/cerca di addestrare il cavaliere ad aver la mano leggera.
Riepiloghiamo, non so se le mie ipotesi sono esatte, di certo:
- i muscoli non si rilassano per contatto o contagio, al limite si rilassano/si contraggono per gruppi indipendenti gli uni dagli altri.
- la decontrazione è mentale/psichica e sembrerebbe che il masticare aiuti a raggiungere questo stato che riguarda l'intero sistema psicofisico.
- il lallo tiene il suo freno in bocca, avesse avuto la mordacchia come un bue o la narice perforata come un cammello, o solo la capezza come un asinello, non faremmo tutti sti pipponi sulla masticazione.
- probabilmente, il lallo mastica perché semplicemente gli infiliamo qualcosa in bocca, e, istintivamente, cerca di espellerlo; non riuscendoci, si adatta masticando e producendo schiuma (la bocca fresca) ma questo non vuol dire che sia automaticamente leggero.
- la masticazione non è necessariamente segno di decontrazione e di leggerezza, perché - se fosse vero - vorrebbe dire che i migliori cavalli del globo terraqueo non sono decontratti non sono leggeri, infatti, la maggior parte dei cavalli di Vienna, dei cavalli da reconejo, dei cavalli da polo, dei lalli da s.o. dei cavalli da campo sudamericani, non masticano eppure rispondono a comandi solo "pensati"... sono leggerissimi.
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