Per prima cosa, cerchiamo di capire qualcosa di più della spalla in dentro... eh già, tutti ci hanno spiegato come si fa la spalla in dentro, pochi ci hanno detto a cosa serve, perché è stata inventata, e, perché da semplice esercizio è diventata un'aria rigorosamente codificata.
Stando a quando dice anche La Gueriniere, sia il La Broue che il Newcastle avevano già impostato qualcosa che somigliava molto alla spalla in dentro lavorando sul circolo e sul quadrato.
In realtà, possiamo senz'altro considerare il Vandeuil - maestro del La Gueriniere - il vero "inventore" della spalla in dentro; al de La Gueriniere resta l'enorme merito di averla codificata e inserita nella sua immortale "bibbia".
Secondo il La Gueriniere, scusate se è poco, la spalla in dentro è la prima e l'ultima lezione da dare al cavallo, perché, sintetizzo:
- scioglie le spalle al cavallo,
- mette più peso sulla spalla esterna che spesso tende a cadere al'interno nelle girate,
- mette i posteriori sotto il ventre del lallo,
- prepara il lallo a stare sulle anche,
- lo fa andare liberamente di fianco,
- insegna al cavallo a schivare i talloni nell'incrocio degli arti.
Dunque, tutti gli esercizi su due piste sono delle forzature innaturali.
Ora, c'è una categoria di lalli che pur senza mai aver fatto una spalla in dentro in vita loro sono:
- sciolti di spalle,
- girano presto e bene in tutte le direzioni,
- ingaggiano i posteriori alla grande,
- si "siedono" sulle anche girando sul posto,
- ... è vero, vanno pochissimo di lato, ma in caso di necessità lo fanno,
- "schivano" i talloni senza stare a "pensarci" troppo su.
Semplice, sono trattati come cavalli non come pupazzi da costruire, da modellare secondo il ghiribizzo umano ma assolutamente innaturale per loro.
Ecco, i lalli quì sotto in mano:
- a un cavallerizzo di Vienna,
- a un guru della leggerezza,
- a un cavaliere arabo,
- a un charro messicano,
- a una ricca signora amerikana,
- a un cavaliere tradizionale minorchino,
- a un cavallaro pakistano...
Per loro poco importa della festa di di san Joan a Minorca, della tradizione di Vienna, dei riti propiziatori pakistani, delle "passeggiate" del Tennessee e del "ballo" messicano.
Loro hanno imparato, a suon di busse e "zuccherini", a comportarsi in quel modo che - dagli umani - viene giudicato a seconda delle varie kulture sublime o disgustoso, mentre, per i poveri lalli è sempre una dolorosa e incomprensibile fissa umana.
Ma torniamo alla spalla in dentro, questo esercizio non sarebbe mai nato... ed infatti non è nato al di fuori delle accademie barocche, se i cavallerizzi di corte non avessero postulato che il lallo riunito debba essere "seduto" sulle anche e piegato dal lato dove avanza, dunque, in equilibrio artificiale, innaturale.
Per farlo, si cercava di mettere il posteriore sotto la massa a forza di gambe, di speroni, di fruste e di frustoni...
Baucher, nella sua seconda maniera, comincia a mettere il lallo in equilibrio orizzontale,
probabilmente, se avesse avuto tempo, o se fosse vissuto cent'anni più tardi, sarebbe giunto alla stessa conclusione di JDO e degli addestratori di cavalli da polo: non è il posteriore che deve andare sotto la massa ma è l'anteriore che deve portarsi sopra il posteriore.
JDO - uno dei più grandi uomini di cavallo di tutti i tempi - non praticava il dressage, anzi, probabilmente lo aborriva.
Sarebbe interessante applicare questo principio anche per l'equitazione accademica, ma sarebbe un fatto rivoluzionario degno di un Baucher o di un Caprilli... non ne vedo all'orizzonte.
Per concludere, da quando il signore de La Gueriniere ha inventato la spalla in dentro, miliardi di cavalieri e decine di miliardi di cavalli, cioè tutti quelli che andavano/vanno a cavallo al di fuori della cultura equestre occidentale e al di fuori dell'equitazione accademica hanno ignorato/ignorano la spalla in dentro eppure sono inarrivabili cavalieri in sella a cavalli perfettamente addestrati per il lavoro loro richiesto.




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