Il "Dizionario" è la prima opera pubblicata da Baucher, i "Suoi Ultimi Insegnamenti"
furono publicati a lui postumi da Kebrecht, nel mezzo ci sono le varie edizioni
del suo "metodo" da dove è stata estrapolata la citazione fatta propria dai karlisti itagliani.
Per dirimere questa questione, questa apparente schizofrenia del Nostro, ho ripreso
"Un Officier de Cavalerie" il preziosissimo diario del Generale.
Bacher, ha tutto provato, tutto sperimentato, quindi, ci potete trovate tutto e il contrario
di tutto... è passato dalla briglia col barbozzale armato di puntuti aculei al semplice
filetto, dal "camoscio sul picco" all'equilibrio orizzontale, dal portare sotto i posteriori
a sollevare l'incollatura... ma andiamo con ordine, per prima cosa distinguiamo le
opinioni dai fatti, in questo caso, i fatti sono i ricordi del Generale sostenuti da un
centinaio di quaderni di appunti che sono il suo "diario" equestre, dai quali ha
tratto i due capolavori.
filetto, dal "camoscio sul picco" all'equilibrio orizzontale, dal portare sotto i posteriori
a sollevare l'incollatura... ma andiamo con ordine, per prima cosa distinguiamo le
opinioni dai fatti, in questo caso, i fatti sono i ricordi del Generale sostenuti da un
centinaio di quaderni di appunti che sono il suo "diario" equestre, dai quali ha
tratto i due capolavori.
Una mia "fissa" è che se Baucher fosse campato ai giorni nostri, avrebbe
completato la sua rivoluzione dell'equitazione accademica rendendo le
prove di dressage più simili a questa esibizione:
completato la sua rivoluzione dell'equitazione accademica rendendo le
prove di dressage più simili a questa esibizione:
piuttosto che ai rituali delle "messe cantate" fini a se stesse alle quali siamo
abituati, dove signore e signorine - ogni giorno - si sollazzano a rompere i
cabasisi a poveri incolpevoli animali.
abituati, dove signore e signorine - ogni giorno - si sollazzano a rompere i
cabasisi a poveri incolpevoli animali.
Ma questa è una mia opinione, passiamo ai fatti che ci riserveranno di sicuro
alcune liete sorprese.
alcune liete sorprese.
Sentiamo il Generale:
Quando conobbi Baucher avevo ventiquattro anni e lui trenta più di me: dunqueaveva cinquantaquattro anni, ma ne dimostrava dieci di meno...
... La sua vita fu delle più laboriose. Era in sella all'alba ad addestrare i suoi cavalli
e fino alle 8 del mattino non voleva spettatori : queste erano le ore più felici della
sua giornata. Il lavoro proseguiva fino alle undici con l’allenamento dei cavalli già
confermati, poi smontava e faceva una pausa durante la quale – mentre sorbiva
una tazza di cioccolato - osservava montare un'amazzone o un cavaliere che avevano
meritato questo privilegio. Alle tre, dava lezioni agli allievi iscritti ai suoi corsi.
Essi dovevano essere già cavalieri provetti per trarre profitto dai suoi insegnamenti ,
non si dedicava ai novellini.
Ogni corso durava sei settimane, e serviva soltanto ad iniziare i cavalieri al
suo metodo.
Le sue serate, quando non era impegnato al circo, erano dedicate allo studio.
Allora, pur essendo un caposcuola, Baucher non ebbe mai un riconoscimento
ufficiale e il suo metodo - giustamente - non fu mai adottato nell'esercito.
Infatti, solo per accedere al suo metodo ci volevano 6 settimane di lezioni e bisognava,
come precondizione, già esser cavalieri provetti, qualità impossibili da
trovare e praticare tra le reclute dell'esercito.
Malgrado queste premesse, il Nostro tentò in tutti i modi di entrare alla Scuola
di Cavalleria, pertanto trovò agganci politici e cercò di adattare - per quanto possibile -
le sue idee alle esigenze militari con risultati assai scadenti.
Quando Baucher si propose a Saumur, la "gamba fasciante" - imposta dal D'Auvergne e
successori - era da tempo accettata dogmaticamente dall'equitazione
militare, e lui - senza fare un plissé - si adeguò.
Ora, è ben curioso che il "padre della leggerezza", predichi: Le cosce e le gambe debbono trovare con la loro forza interna tanti più punti di contatto quant’è possibile con la sella e i fianchi del cavallo.’: quando lo sanno anche i cauboi che stringere le
gambe (la loro forza interna), al di fuori dello stato di necessità, provoca
delle contrazioni, la situazione più indesiderabile per la leggerezza.
E' ancora più curioso che i depositari della "squola della leggierezza"
dei tre assetti descritti da Baucher, semplifico:
- classico: ginocchio legato
- militare: gamba fasciante
- aperto: ... la gamba tocca il lallo solo se è necessario
una mia opinione, torniamo ai fatti.
Per questa circostanza, rileggendo "Un Officier de Cavalerie", mi sono
accorto di alcune "stranezze" di Baucher. Per lo vero, quando tentai
di tradurre l'opera del Generale mi parvero "normali" esperimenti
inseriti nel contesto del tempo, tant'è che edulcorai le parole
più crude del testo (mettendo nota a piè pagina) per adattarle alla
sensiilità attuale.
Per un lungo periodo, i lalli in mano a Baucher - come minimo - presentavano
i fianchi martoriati dai colpi di sperone....cette énergie et cette continuité dans la
pression des jambes, puis des éperons, n'étaient pas sans présenter des inconvénients.
Le cheval finissait par se blaser, s'endurcir aux éperons, ma anche lui e i suoi allievi
avevano problemi, lo dimostrano le seguenti parole del Generale: ... anni più
tardi, ricordando i vecchi tempi, Baucher disse: "mi domando come
facciamo ad avere ancora le gambe, dopo gli abusi che hanno subito?
..." infatti
- a quel tempo - Baucher per tentare di lenire i dolori alle gambe, scendeva
da cavallo e le stringeva con delle fasce bagnate...
il arriva à Baucher d'être obligé, en descendant de cheval, de s'envelopper les cuisses
avec des bandes de toile mouillées et fortement serrées, pour remédier aux conséquences
fâcheuses qu'avait entraînées la persistance de leurs efforts.
Naturalmente, usava anche la frusta, o per esser precisi la "cravache" che
è più simile ad uno scudiscio o ad un nerbo di bue... però la usava male
tant'è che i cavalli si "abituavano" alle mazzate... pendant un temps, pour
soulager ses jambes, il fit usage de la cravache. Il l'employait par coups répétés, appliqués
avec plus ou moins de force sur la cuisse droite. Il en fut de cet usage de la cravache,
comme il en est souvent de l'emploi d'un moyen nouveau. Impressionnant le cheval
d'une façon inaccoutumée et mettant le plus souvent en jeu des forces nouvelles, il donne
d'abord de fort bons résultats, puis à mesure que le cheval s'y accoutume,
résultats vont s'amoindrissant. ecco, dava colpi ripetuti,
quando per ottenere lo scopo sarebbero bastati solo due o tre colpi
isolati ma dati correttamente... poi mi spiego (JDO ci spiega).
Ora, stabilito che Baucher è stato il più grande cavallerizzo di ogni luogo
e di tutti i tempi, possiamo dire - alla luce dei fatti - che per arrivare alle
sue luminose scoperte, ha commesso un mucchio di sbagli, ha fatto tanti
tentativi andati a male... sbagli che già i suoi contemporanei notavano a
cominciare dal suo allievo prediletto Il generale L'Hotte.
Quello che mi sorprende, è che - oggi - ci sono ancora dei "leggieri" che
si rifanno a Baucher acriticamente, cosa c'è di meglio - per le giolive signore
- che sollazzarsi con liete flessioni da terra e da fermo, vero monsignor Karl?
Ma non sono quì per denigrare Baucher, già lo hanno fatto abbondantemente
Quello che mi sorprende, è che - oggi - ci sono ancora dei "leggieri" che
si rifanno a Baucher acriticamente, cosa c'è di meglio - per le giolive signore
- che sollazzarsi con liete flessioni da terra e da fermo, vero monsignor Karl?
Ma non sono quì per denigrare Baucher, già lo hanno fatto abbondantemente
i suoi contemporanei, e, a tutt'oggi c'è chi ha un attacco di orticaria al solo
sentire il nome Baucher.
Mi son fatto una domanda: perché quando addestrava i suoi lalli
non voleva spettatori?
Mi son fatto una domanda: perché quando addestrava i suoi lalli
non voleva spettatori?
.... La sua vita fu delle più laboriose. Era in sella all'alba ad addestrare
i suoi cavalli e fino alle 8 del mattino
non voleva spettatori ... ma non basta, il Generale continua:
Presi lezioni da lui dall’Ottobre al Dicembre del 1849; oltre a questo, tutte le mattine – quando ero libero dal servizio – mi recavo al circo verso le otto. Sapevo che sarebbe stato molto indiscreto presentarmi prima e allora,
spesso avvolto nel mio mantello, restavo fino alle dieci a contemplare
il Maestro che montava i suoi cavalli, sforzandomi di carpire i suoi segreti.
Perché questa segretezza? Perché questo mistero?
Come faceva ad addestrare un Kléber per il circo in 24 giorni ?
Come faceva ad addestrare un Kléber per il circo in 24 giorni ?
Kléber, gris clair, était haut sur jambes, avait de la taille, du sang, l'encolure bien greffée
> et un beau port de queue, d'où ressortait un certain éclatMais, en réalité, c'était
rosse. Baucher l'avait trouvé, relégué dans le coin d'une écurie d'un manège de Lyon.
Personne ne voulait plus le monter à cause de la défectuosité de ses allures et de
peu de solidité. Lorsque Baucher le produisit pour la première fois en publie, il le
possédait depuis vingt‑huit jours et l'avait monté deux fois par jour. Le cheval, au cours
de ce premier dressage, avait été indisponible pendant quatre jours.
Come fece ad aver ragione dello "infamissimo" Gericault e a presentarlo
al pubblico in 29 giorni?
Per quanto si possa esser uomini di cavalli dal talento sopraffino, non si
possono presentare al pubblico due soggetti come Kebler: una rozza e
Gericault: un infame, con meno di un mese di lavoro... ci deve essere
un trucco, ci deve essere per forza un trucco.. infatti, ai suoi tempi,
si vociferava che desse delle droghe ai suoi cavalli, che li lasciasse
senza bere per giorni, che li appendesse al soffitto con delle cinghie,
che avesse fatto "patti col diavolo"... niente di tutto questo, ma il trucco
c'era, eccome!
Ora ve lo dico... Loso loso loso... è un argomento tabù per la maggior parte
di voi che mi leggete, ma si tratta della:
Cominciamo col separare i due concetti: il r.o. corrisponde alla Rollkur o
all'incappuccionamento e si ottiene come è descritto sopra e vedremo
in traduzione.
Mentre l'elevazione massima dell'incollatura è altra questione e va
impostata prima di metter mano al r.o.
Beudant, concludendo l'argomento dice: bisogna che l'incollatura prenda
la forma del collo del cigno, e questo è possibile con la combinazione
dell'elevazione dell'incollatura col r.o. che - col minimo intervento degli
speroni - dona al gesto degli anteriori, la massima elevazione e più vigoroso
impegno... ecco le rassembler, che, a tutte le andature: anima, risveglia e
infiamma l'azione... le da vita e brillantezza. .
Proviamo a tradurre cosa dice Beudant:
Per quanto si possa esser uomini di cavalli dal talento sopraffino, non si
possono presentare al pubblico due soggetti come Kebler: una rozza e
Gericault: un infame, con meno di un mese di lavoro... ci deve essere
un trucco, ci deve essere per forza un trucco.. infatti, ai suoi tempi,
si vociferava che desse delle droghe ai suoi cavalli, che li lasciasse
senza bere per giorni, che li appendesse al soffitto con delle cinghie,
che avesse fatto "patti col diavolo"... niente di tutto questo, ma il trucco
c'era, eccome!
Ora ve lo dico... Loso loso loso... è un argomento tabù per la maggior parte
di voi che mi leggete, ma si tratta della:
Rollkur
... fatevi coraggio e affrontiamo una volta per tutte la questione.
Baucher ha inventato anche la Rollkur, sapeva benissimo della "durezza" del
mezzo che maneggiava e per questo non voleva testimoni quando principiava a
metter mano ai suoi lalli. Ai suoi tempi lo si chiamava "ramener outrè"
che si può tradurre approssimativamente con piego esagerato.
In base ai propri interessi di bottega, si è demonizzata la Rollkur, e si è santificato
il ramener outrè, nella realtà - in ambo i casi - si tratta di iperflessioni o di
iperestensioni che sono la stessa cosa guardata da due differenti punti di vista, il cui valore
ginnico anatomico, dunque muscolare, è assai scarso, mentre l'effetto condizionante,
dunque "morale" è devastantemente costrittivo al pari di altri mezzi altrettanto
"spietati".
Per prima cosa, facciamo chiarezza riportando integralmente cos'è il ramener outrè
secondo coloro che l'hanno inventato, all'uopo, ci riferiamo agli Ultimi Insegnamenti
di Baucher riportati da Kebrecht e a Beudant che paro paro ripete i concetti ddel
suo mentore (Kebrecht)- dunque di Baucher - nel suo Main sans Jambe... potete controllare quantoafferma Kebrecht seguendo il linco: https://archive.org/details/dressagemthodi00bauc/page/184
e proviamo a ragionare su quanto scrive Beudant nel dett libro
che - per puro caso - è in mio possesso:
Per prima cosa, facciamo chiarezza riportando integralmente cos'è il ramener outrè
secondo coloro che l'hanno inventato, all'uopo, ci riferiamo agli Ultimi Insegnamenti
di Baucher riportati da Kebrecht e a Beudant che paro paro ripete i concetti ddel
suo mentore (Kebrecht)- dunque di Baucher - nel suo Main sans Jambe... potete controllare quantoafferma Kebrecht seguendo il linco: https://archive.org/details/dressagemthodi00bauc/page/184
e proviamo a ragionare su quanto scrive Beudant nel dett libro
che - per puro caso - è in mio possesso:
all'incappuccionamento e si ottiene come è descritto sopra e vedremo
in traduzione.
Mentre l'elevazione massima dell'incollatura è altra questione e va
impostata prima di metter mano al r.o.
Beudant, concludendo l'argomento dice: bisogna che l'incollatura prenda
la forma del collo del cigno, e questo è possibile con la combinazione
dell'elevazione dell'incollatura col r.o. che - col minimo intervento degli
speroni - dona al gesto degli anteriori, la massima elevazione e più vigoroso
impegno... ecco le rassembler, che, a tutte le andature: anima, risveglia e
infiamma l'azione... le da vita e brillantezza. .
Proviamo a tradurre cosa dice Beudant:
- Iperflessione della nuca (r.o.) - La leggerezza - alle tre andature - si ottiene facilmente con la massima verticalizzazione dell'incollatura, bisogna arrivarci con il r.o.
- Per questo scopo, per prima cosa prendere le redini del filetto incrociate nella mano sx, le unghie verso il basso e il mignolo in fuori, la mano dx si piazza sopra la redine dx.
- Fissare la mano sx in maniera compulsiva, sentendo la bocca del cavallo ma senza tirare.
- Quando la leggerezza si manifesta (il lallo cede di bocca), la testa del cavallo si abbassa a poco a poco, la mano segue la discesa della punta del naso fino a quando il mento dell'animale non tocca quasi







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