lunedì 28 giugno 2010
Probabilmente, il generale L'Hotte è stato il cavaliere più brillante e più completo di ogni luogo e di tutti i tempi.
Il suo motto - famosissimo - sintetizza in tre parole l'Equitazione...tutte le "buone equitazioni": - "Calme, en avant et droit."... inoltre ha esposto con disarmante cruda chiarezza la base dell'equitazione con un assioma finora inconfutato ed inconfutabile: -
"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente per evitare il dolore, rispondendo ai segnali che precedono l'uso di strumenti che possono provocarlo e che all'occorrenza lo produrrebbero fino a costringerlo all'obbedienza..."
Basterebbero questi due enunciati per dimostrare l'enorme spessore dell'uomo e del cavallerizzo, ma c'è di più... molto di più nei due libri che ci ha lasciato: "Un Ufficiale di Cavalleria" e "Questioni Equestri", essi saranno l'argomento di questo blog assieme alla figura del Generale, alla sua epoca e ai personaggi che l'hanno contraddistinta.
La mia "battaglia" col Generale è cominciata circa trent'anni fa quando acquistai il cofanetto: - "La Tavola Rotonda" edito da L.L. Edizioni Equestri...credo sia un'edizione rara, minimalista, rilegata con un povero bellissimo cartoncino color paglia...lì trovai le "Questioni" che è stato per lungo tempo il mio "véritable livre de chevet": ne capii poco pochissimo ma insistetti e nel corso degli anni ho ripreso quel libro varie volte ed ogni volta mi sono scontrato con quel linguaggio stentoreo, arzigogologato, prolisso, pieno di ripetizioni e di inutili sottolineature pedissequamente riportate e - se possibile - accentuate dalla traduzione italiana disponibile, dove si è dato risalto "alla fuffa e alla muffa" a discapito del contenuto dell'opera di altissimo valore culturale ed equestre.
Poi la svolta!
Quattro o cinque anni fa scaricai da internet le due opere del Generale in francese... allora tutto mi fu chiaro, nel frattempo siccome "l'arte non si apprende sui libri", avevo già imparato il mestiere consumando - da dilettante autodidatta - alcune selle e montando un considerevole numero di cavalli, alcuni difficili molto difficili.
Ora, da poco in pensione, ho tradotto in prima stesura "Un Officier", testo mai versato in italiano e ho cominciato a tradurre le "Questioni" cercando di eliminare di smussare le difficoltà che io stesso trovai...in pratica sto cercando di offrire al lettore italiano di cose equestri un testo attualizzato comprensibile anche a chi non vuole o non può districarsi nella labirintica esposizione ottocentesca del Generale e sopratutto nella ...ci riuscirò ??
E' quello che vedremo.

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