Ecco i ritratti dei grandi Maestri dell'Equitazione. Tra questi, due mie "scoperte": il negro Tom Bass, nato schiavo che - grazie ai cavalli e al suo talento - raggiunse una posizione di assoluto prestigio nell'America becera e razzista di fine 800, e il Comandante Rousselet, un autorevole cavallerizzo, che, 200 anni prima della moda dei "sussurratori", parlava con i cavalli.

sabato 2 gennaio 2021

Generale Domenico Susanna.

 

sabato 4 gennaio 2014

...Quindi la gamba interamente tangente; non rigida e spezzata, nè preoccupata di spingere affannosamente sulla staffa. Bensì ginnasticata ad articolarsi con elasticità in ogni sua giuntura, principalmente al ginocchio che deve agire da cerniera ben lubrificata tra femore e tibia e deve essere sempre proteso verso la spalla del lallo.
Il piede, appoggiato sulla staffa e perpendicolare alla sua panca, deve partecipare al gioco degli equilibri dell'intero sistema ammortizzando le azioni e le reazioni che di continuo gli perverranno.
La linea tangenziale posteriore di unione della gamba del cavaliere al costato del cavallo termina nel tallone.
In questo, aderente al costato secondo la sua faccia interna, dovrà essere sviluppata la sensibilità a distinguere l'azione propria - abituale - da quella - suppletiva - dello sperone.
La sua costante proiezione verso il basso - resa elastica dall'articolazione del malleolo - garantirà sicurezza, equilibrio ed eleganza al cavaliere.


Tutte cose giuste e benedette... ma la prosa è di una pesantezza assoluta, sopratutto perché il manuale procede con questo stile per 446 pagine.

Ora, questo libro l'ho ereditato assieme a molti altri e non son mai riuscito a leggerlo completamente, l'ho ripreso in mano di recente e a prezzo di grandi sforzi di lettura ho capito che è - nel suo genere (il completo e il dressage) - un ottimo testo sia per concetti che per la larghezza di vedute.
Chi lo ha scritto era un cavallerizzo assolutamente colto e preparato e ovviamente si rifà ai classici; ma era un militare e pertanto si esprimeva trombonicamente. 
Cioè rendendo complicate le cose semplici, difficili le cose complicate, quasi impossibili da capire le cose difficili.
E' un peccato, perché questo è lo stile di quasi tutti i militari italiani che hanno scritto di equitazione nel postcaprilli, ed è una delle ragioni per le quali costoro non son riusciti a trasmettere cultura teoricamente e sul piano pratico  - mentre gli altri progredivano usando quella base - hanno ingessato e mal interpretato la rivoluzione caprilliana coi risultati che abbiamo visto e che vediamo.

Sto parlando del generale Domenico Susanna e del suo libro Esperienze Equestri - Ed. Olimpia - 1978.
Mi direte: ma come ? Introduci un Grande Cavallerizzo criticando la sua opera ?
Ebbene si ! La sua opera - nella forma - è frutto di quarant'anni di naja, di naja italiana, quella degli anni 60/70 che così bene hanno illustrato - nei musicarelli - Gianni Morandi e Nino Taranto, però leggendolo, si capisce  la sensibilità del Nostro, la sua profonda cultura (non solo equestre), il suo rigore, il suo amore per i cavalli e per l'arte, e la sua visione anticonformistica (per un militare) verso il sistema militarcaprilliano vigente, infatti scrive nel libro: - 

Caprilli, per imporre il suo sistema dovette semplificare al massimo, e fare una specie di lavaggio del cervello ai suoi discepoli diretti per poter disporre di menti fresche e genuine......a causa di un complesso di circostanze, in Italia si è verificata una crisi tecnica di fondo proprio per la scomparsa della scuola di Pinerolo, altre nazioni hanno saputo, potuto e voluto far fronte alle conseguenze belliche ed hanno ridato vita ad una organizzazione strutturale, organizzativa e didattica sufficientemente vitale con cui tramandare le antiche tradizioni.........fu così che da una parte e dall'altra di queste immaginarie barricate per motivi di un genere o tutt'altro, il Dressage fu abbandonato sia come materia di istruzione a Pinerolo, quindi, come pratica sportiva...........in un quasi secolo di apartheid a noi son venuti a mancare la Scuola, i Maestri, i maneggi dotati di cavalli dressés, la tradizione didattica, la comprensione dell'opinione pubblica, l'organizzazione agonistica l'apporto di una stampa competente e obiettiva....Chapeau !

Il Libro è dedicato a Oregon, il puledro che ha addestrato e che...



Dopo questa perdita, prese un altro polledrone da addestrare, ma per ragioni che sono al di là della nostra comprensione e sopratutto al fuori di ogni nostra possibilità di critica, un maledetto giorno, entrò nel box e sparò un colpo di pistola in testa al cavallo e un altro a se stesso.

Ignoravo questa storia, questa fine epica, me la partecipò di recente una mia amica di web.

Mi ha molto impressionato, perciò ho messo il suo libro sul comodino e ho deciso di inserire il Generale nel mio gotha dei Grandi Cavallerizzi...sarà il solo italiano moderno, non ne vedo altri.

Onestamente, non so molto della carriera sportiva di Domenico Susanna, né me ne  cale più di tanto, un cavallerizzo non compete/può anche non competere, è un maestro, una fonte di cultura, lui lo era.

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.