Ecco i ritratti dei grandi Maestri dell'Equitazione. Tra questi, due mie "scoperte": il negro Tom Bass, nato schiavo che - grazie ai cavalli e al suo talento - raggiunse una posizione di assoluto prestigio nell'America becera e razzista di fine 800, e il Comandante Rousselet, un autorevole cavallerizzo, che, 200 anni prima della moda dei "sussurratori", parlava con i cavalli.

sabato 2 gennaio 2021

"COMUNISTA"

giovedì 25 dicembre 2014


Oliveira, ha vissuto - quasi tutta la vita - sotto un regime dittatoriale; politicamente e culturalmente era senz'altro un "conservatore" ma con una indipendenza intellettuale e una integrità morale che lo estraniavano dagli ordini costituiti  tant'è che morì "povero".
Se avesse lisciato per il verso del pelo il potente di turno si sarebbe arricchito e sarebbe  "ufficialmente" assurto alla cattedra di "Cavallerizzo del XX Secolo" fin da giovane.
In quest'ottica, mi piace condividere questo suo breve ragionamento:

Dopo aver trascorso più di mezzo secolo montando a cavallo e viaggiando per il mondo, spesso, mi pongo la domanda se ne è valsa la pena di dare tanto di me stesso, fare tanti sforzi e dedicare tanto tempo all'equitazione.
Oggigiorno, esistono enormi ricchezze e grandi miserie, il cavallo talvolta rappresenta un simbolo e un piedistallo della ricchezza.
Durante uno dei miei viaggi in un paese del cosidetto terzo mondo, stavo percorrendo una strada di campagna per esercitare un cavallo di una mia allieva ai cambi di galoppo.
Arrivato vicino un campo, ho visto una scena che mi ha profondamente rattristato: una donna indigena, sotto il sole rovente, vangava la terra con un bimbo attaccato sulla schiena.
Un'altra volta, in un paese tropicale  - dove davo lezioni - sono stato ospitato in una villa con tutti i comfort in un grande complesso edilizio con tanto di prati e di giardini circondato da alte mura con sopra del filo spinato.
Oltre quel muro, c'erano delle baracche dove vivevano persone che coltivavano il riso sfruttando le acque di scarico del "condominio".
L'Equitazione fa parte del bagaglio culturale dei popoli che l'hanno praticata e perfezionata nel corso dei secoli.
Bisogna cercare di pareggiare le differenze sociali sviluppando e facilitando l'educazione in modo che le differenti forme di cultura diventino accessibili a tutti, che l'equitazione possa essere praticata da tutti coloro veramente interessati e dotati.
La premessa a tutto ciò è che bisogna liberarsi della vanità e del senso di superiorità.
Se con l'età, il cavaliere perde parte del proprio vigore fisico - per contro - guadagna una più sana e più ampia visione della vita.





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