Ecco i ritratti dei grandi Maestri dell'Equitazione. Tra questi, due mie "scoperte": il negro Tom Bass, nato schiavo che - grazie ai cavalli e al suo talento - raggiunse una posizione di assoluto prestigio nell'America becera e razzista di fine 800, e il Comandante Rousselet, un autorevole cavallerizzo, che, 200 anni prima della moda dei "sussurratori", parlava con i cavalli.

sabato 2 gennaio 2021

DECARPENTRY

 

mercoledì 28 luglio 2010

Decarpentry

Lo so, sono in debito di uno strafalcione di traduzione...uno dei tanti che ho notato, non l'ho dimenticato, ma per ora rimango sul "voi" che mi da l'occasione di descrivere - per mio piacere - una "enorme" figura dell'Equitazione: - Il generale Decarpentry.

Vediamo chi era Albert Eugene Edouard Decarpentry.

Nacque a Douai nel 1878 ed è scomparso nel 1956, suo padre - ufficiale di artiglieria e provetto cavaliere - quando si ritirò dall'arma si dedicò alla sua passione: l'allevamento di cavalli; suo nonno materno era Eugene Caron uno degli allievi prediletti di Baucher, il figlio di questi: Edouard, dunque gratello di sua madre Celine, fu anch'egli un eminente cavallerizzo, inoltre un cugino di Eugene, Francesco Caron fu anch'egli allievo per cinque anni di Baucher diventando in seguito Capo Cavallerizzo dello Zar di Russia e maestro di Fillis che gli sarebbe in seguito succeduto in quello stesso ruolo.

Dunque, nacque in una famiglia dove l'equitazione, l'Equitazione Superiore era di casa, subito indirizzato alla carriera militare, nel 1906 entra a Saumur dove ha per compagni cavalieri del calibro di Wattel e Daneloux.

Durante la "grande guerra", pur essendo di stanza in nord Africa, chiede di combattere e dunque viene inviato, col grado di capitano, al fronte dove si stava scatenando l'attacco tedesco: a Verdun...un inferno, il suo gruppo viene massacrato, lui è ferito gravemente ad un braccio ed è fatto prigioniero, si dice che il chirurgo tedesco prima di operarlo gli dicesse: - "tenterò di salvarle il braccio ma molto probabilmente l'articolazione resterà bloccata; in quale posizione vuole che le fermi la mano ?" "In quella che tiene la briglia!" fu la flebile ma immediata risposta.

Raggiunse il grado di generale e divenne comandante in seconda della Scuola di Cavalleria di Saumur, negli anni trenta fu tra gli organizatori della FEI e fu eletto presidente della commissione per il dressage, ma Decarpentry viene ricordato sopratutto per la sua opera di scrittore e divulgatore e storico ed è considerato uno dei massimi eruditi in Equitazione, tutto questo è abbinato alla sua grande esperienza di cavallerizzo di ottimo livello, dunque il teorico si confrontava continuamente con la sua pratica e con la sua esperienza diretta.

Posseggo ed ho letto le tre pubblicazioni più importanti di Decarpentry: - "Equitation Academique": - il miglior trattato, il più completo sull'Equitazione Superiore; "La Haute Ecole de Raabe": - mi ha impressionato, forse perchè Raabe è veramente un personaggio eccentrico e particolare e "Baucher et Son Ecole": - un'analisi sulla pleiade dei "baucheristi" dove ovviamente appare suo nonno coi suoi souvenirs scritti insieme a Louis Rul.

Contrariamente alla gran parte degli scrittori di cose equestri e benchè militare di carriera, Decarpentry scrive in maniera chiara e semplice mostrando una capacità di esposizione davvero ammirevole.

Tempo fa ho tradotto uno stralcio di una lettera di Decarpentry indirizzata a Beudant: "l'écuyer mirabolant", un tantino polemica nei confronti del "fenomeno, lo spunto per fare "una cazziata" a Beudant fu la precisazione della definizione di "ecuyer": - cavallerizzo.

Naturalmente Decarpentry usa il "vous" di cortesia, onestamente fino ad allora in queste circostanze traducevo come un "pecorone": - voi e col "voi" tradussi...rileggendomi mi accorsi che non andava, era assai sgradevole, quella fu la prima volta che tradussi con il "lei" nella maniera - che come poi ho scoperto - è quella corretta.

Pubblicherò quello stralcio, sarà l'occasione per tornare sull'imbarazzo che provano i traduttori italiani quando si imbattono in "écuyer"....

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