mercoledì 2 maggio 2012
Le "bamboline"
"...con i cavalli molto sensibili, si possono usare dei "copri-speroni" morbidi chiamati "pouppées" - bambole/bamboline, in questo caso, gli speroni non provocano dolore...."
Mi ha fatto sorridere pensare a Raabe - alto quasi due metri - alle prese con le "bamboline", ma questo è.
La sua progressione nell'addestramento del lallo, partendo dalle flessioni isolate di ciascuna parte del corpo del lallo (Baucher prima maniera), è quasi maniacale.
Comunque, ho sperimentato che le flessioni, oltre ad essere un ottimo esercizio ginnico (stretching), sono un importante strumento di comunicazione tra l'uomo e il lallo, infatti, una volta che il cavallo ha capito i meccanismi della "gestione del dolore"...perché di questo si tratta, sarà lui che andrà quasi ad anticipare le azioni che gli vengono richieste, prima da terra e poi dalla sella.
Per quanto riguarda la "messa allo sperone" e "l'effetto d'assieme", non me la sono sentita di applicare pedissequamente le tecniche di Raabe in quanto, se mal eseguite, possono provocare più inconvenienti che vantaggi.
Per lo vero, ho preso da lui alcuni concetti e li ho adattati alle mie esigenze e alle mie possibilità, ad esempio: - "cercare di capire quando il lallo si decontrae, quando obbedisce per effettuare tempestivamente " le discese di mano e le discese di gamba", in altre parole cessare di agire e far si che il cavallo proceda da solo (indicare e lasciar fare) con gambe rilassate e redini a festone.
Come Baucher, Raabe prescrive la stretta, la pressione continua degli speroni come mezzo di controllo (di "dominio") e ci dice di agire con tocchi discontinui di sperone per dettare l'impulso in avanti.
Seguendo questo principio, lo sperone (la gamba) agendo vicino il sottopancia discontinuamente provoca lo scatto in avanti del cavallo, usato per pressione - oltre a immobilizzare (effetto di insieme) - può fermare il lallo al galoppo facendo a meno di usare le mani.
A tal proposito, in una discussione tra Raabe e Lenoble du Teil, ufficiale dell'Incremento Ippico Francese e più tardi Cavallerizzo Capo all'Ecole du Pin, questi faceva notare gli scarsi vantaggi e i gravi danni che possono capitare ai normali cavalieri nell'uso dello sperone per fermare il lallo secondo gli insegnamenti di Raabe.
Ecco la risposta del Capitano: - "e se per caso si rompessero le redini" ?
Baucher, riguardo la zona di azione degli speroni, non dà precise indicazioni, mentre Raabe indica tre diverse zone del costato del lallo dove agire e specifica otto differenti effetti prodotti dagli speroni.
Il Metodo di Alta Scuola Equestre di Raabe. è un'opera assai complessa, ovviamente non esiste una traduzione italiana e, la versione originale - della quale ho messo il linco - è di difficile comprensione anche per gli addetti ai lavori.
Mentre, l'edizione sintetica curata dal generale Decarpentry, è veramente illuminante e per le preziose note del curatore e per i bei disegni del colonnello Margot.
Assai interessante - tra le altre tante "chicche" - è la distinzione che fa Decarpentry sulla maniera di ottenere il piaffo da parte degli "antichi", di Baucher, della "scuola tedesca e di Raabe.
Per ora lasciamo stare Raabe, che comunque lo sto rileggendo con "occhi nuovi" in comparazione con quanto scritto successivamente da: - Oliveira, Karl, Ollivier, Chiris, Decarpentry; autori che hanno trattato di Equitazione Superiore e che - secondo me - hanno attinto più o meno spregiudicatamente - direttamente o indirettamente - da Raabe.
Ora,
Mi ha fatto sorridere pensare a Raabe - alto quasi due metri - alle prese con le "bamboline", ma questo è.
La sua progressione nell'addestramento del lallo, partendo dalle flessioni isolate di ciascuna parte del corpo del lallo (Baucher prima maniera), è quasi maniacale.
Comunque, ho sperimentato che le flessioni, oltre ad essere un ottimo esercizio ginnico (stretching), sono un importante strumento di comunicazione tra l'uomo e il lallo, infatti, una volta che il cavallo ha capito i meccanismi della "gestione del dolore"...perché di questo si tratta, sarà lui che andrà quasi ad anticipare le azioni che gli vengono richieste, prima da terra e poi dalla sella.
Per quanto riguarda la "messa allo sperone" e "l'effetto d'assieme", non me la sono sentita di applicare pedissequamente le tecniche di Raabe in quanto, se mal eseguite, possono provocare più inconvenienti che vantaggi.
Per lo vero, ho preso da lui alcuni concetti e li ho adattati alle mie esigenze e alle mie possibilità, ad esempio: - "cercare di capire quando il lallo si decontrae, quando obbedisce per effettuare tempestivamente " le discese di mano e le discese di gamba", in altre parole cessare di agire e far si che il cavallo proceda da solo (indicare e lasciar fare) con gambe rilassate e redini a festone.
Come Baucher, Raabe prescrive la stretta, la pressione continua degli speroni come mezzo di controllo (di "dominio") e ci dice di agire con tocchi discontinui di sperone per dettare l'impulso in avanti.
Seguendo questo principio, lo sperone (la gamba) agendo vicino il sottopancia discontinuamente provoca lo scatto in avanti del cavallo, usato per pressione - oltre a immobilizzare (effetto di insieme) - può fermare il lallo al galoppo facendo a meno di usare le mani.
A tal proposito, in una discussione tra Raabe e Lenoble du Teil, ufficiale dell'Incremento Ippico Francese e più tardi Cavallerizzo Capo all'Ecole du Pin, questi faceva notare gli scarsi vantaggi e i gravi danni che possono capitare ai normali cavalieri nell'uso dello sperone per fermare il lallo secondo gli insegnamenti di Raabe.
Ecco la risposta del Capitano: - "e se per caso si rompessero le redini" ?
Baucher, riguardo la zona di azione degli speroni, non dà precise indicazioni, mentre Raabe indica tre diverse zone del costato del lallo dove agire e specifica otto differenti effetti prodotti dagli speroni.
Il Metodo di Alta Scuola Equestre di Raabe. è un'opera assai complessa, ovviamente non esiste una traduzione italiana e, la versione originale - della quale ho messo il linco - è di difficile comprensione anche per gli addetti ai lavori.
Mentre, l'edizione sintetica curata dal generale Decarpentry, è veramente illuminante e per le preziose note del curatore e per i bei disegni del colonnello Margot.
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| Passo ad estensione sostenuta. Acquerello del colonnello Margot. |
Quest'ultimo adotta un procedimento del tutto originale e personale che è stato ripreso da Oliveira e da Karl i quali - per non sbagliare - l'hanno coniugato con le tecniche della scuola tedesca.
Per "completezza d'informazione", gli "antichi" chiedevano il "far ciambella", il "passo a piè fermo", il piaffo, il piaffer partendo dall'immobilità, dalla costrizione dei pilieri.
Baucher, fa la stessa cosa eliminando i pilieri.
I "tedeschi" invece partono dai "passi indietro".
Raabe raggiunge il piaffo dal movimento in avanti (dal passeggio, dallo spasseggio, dalla "passeggiata", dal passage) e comunque partendo dalla "preparazione a piedi".
Questo per sottolineare che gli autori moderni di "equitazione classica" non fanno altro che ripetere con altre parole, magari con l'auxilio di figure e filmati, e forse con alcune modifiche personali quello che gli "antichi cavallerizzi" hanno codificato.sito, rileggendo Oliveira in italiano, ho notato che il curatore ha tradotto: - les "anciens", che in questo caso vuol dire: - gli "antichi", con "gli anziani" col curioso risultato che: - "...gli anziani (i vecchietti) chiamavano questo movimento: "confermare l'appoggiata"...".
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| Cavaliere antico. |
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| Cavaliere anziano. |
Per ora lasciamo stare Raabe, che comunque lo sto rileggendo con "occhi nuovi" in comparazione con quanto scritto successivamente da: - Oliveira, Karl, Ollivier, Chiris, Decarpentry; autori che hanno trattato di Equitazione Superiore e che - secondo me - hanno attinto più o meno spregiudicatamente - direttamente o indirettamente - da Raabe.
Ora,





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