Ecco i ritratti dei grandi Maestri dell'Equitazione. Tra questi, due mie "scoperte": il negro Tom Bass, nato schiavo che - grazie ai cavalli e al suo talento - raggiunse una posizione di assoluto prestigio nell'America becera e razzista di fine 800, e il Comandante Rousselet, un autorevole cavallerizzo, che, 200 anni prima della moda dei "sussurratori", parlava con i cavalli.

martedì 24 novembre 2020

Il "Tuffatore".

 

Raabe (2)

In buona sostanza, il metodo di Raabe è un'evoluzione di quello di Baucher "prima maniera" e si basa essenzialmente sull'uso dello sperone come fattore principale di condizionamento, di rilassamento e di controllo del lallo; secondo me Oliveira, deve le sue fortune sopratutto al fatto di aver studiato Raabe, infatti, basta guardare i suoi video per accorgersi che l'uso dello sperone - sia pur discreto - è essenziale nel suo tipo di monta.
Les éperons ont de grandes vertus. General L'Hotte
Prima di analizzare il metodo Raabe, voglio riportare un episodio che dimostra - ancora una volta - la "pazzia" di Raabe e - in maniera eclatante - l'assoluto controllo che il Capitano - con il suo metodo - aveva sui suoi lalli.
Siamo durante la guerra di Crimea, la cavalleria anglo-francese era di stanza nei pressi della baia di Kamiesh, gli ufficiali delle due nazioni alleate, facevano a gara tra di loro negli sport equestri, che erano già molto popolari in Inghilterra mentre erano quasi sconosciuti in Francia; naturalmente gli inglesi la "facevano da padroni" e questa loro innegabile superiorità era sottolineata - sia pur cortesemente - dagli ufficiali inglesi.
Raabe era inbufalito da quell'atteggiamento spocchioso e cercava una maniera di rivalsa a sostegno del  proprio orgoglio nazionale; la trovò durante una passeggiata con un gruppetto di inglesi particolarmente "sportivi".
Una passerella di legno, abbastanza larga ma priva di ringhiere, si protendeva nella baia e terminava a picco sul mare da un'altezza di una dozzina di metri.
Raabe, spinse il suo cavallo - ben inquadrato tra le gambe - sulla pensilina; dopo qualche esitazione, anche i lalli inglesi gli furono dietro, arrivati alla fine della passerella, Raabe si fermò di fronte al mare e disse:  "ragazzi, saltiamo?".
Credendo ad uno scherzo, gli inglesi si misero a ridere, poi quando il Capitano - impertubabile - ripetette :  "chi salta?" dissero che non era possibile chiedere ad un cavallo un simile gesto di obbedienza.
Allora Raabe, con un solo colpo di speroni si lanciò  - da quell'altezza - con il suo cavallo  in acqua.
Gli altri, malgrado le speronate e le frustate non riuscirono a far fare altrettanto ai loro cavalli.
Questa bravata stava per costare la vita al Capitano che venne ripescato a stento, il suo cavallo annegò e pertanto Raabe si beccò un mesetto agli arresti.
Per contro, il generale comandante della cavalleria inglese - da vero sportivo - gli regalò uno dei suoi cavalli personali splendidamente bardato.

                                                    

Ora, a parte codeste piacevolezze, Raabe fu un'uomo di un'intelligenza viva, profonda, analitica al limite della minuzia, i suoi studi sulla locomozione del lallo - fatte con l'osservazione diretta - furono fondamentali e le sue conclusioni, a tal proposito, furono quasi tutte confermate dall'avvento della cinematografia e dalla possibilità di rallentare le immagini in movimento.
Ha scritto numerose opere sull'equitazione, sulla locomozione del lallo, e dei saggi critici su: d'Aure, Rul, Daudel, Morris, Lecoq de Bouley.
Infine, molte delle sue opere sono cosparse di osservazioni artistiche sul lallo che furono presentate assieme - ma oralmente - in un corso tenutosi al "Maneggio Pellier" nel 1868, ad uso di pittori e scultori.
Il Capitano per quell'occasione si servì - per le sue dimostrazioni - di un cavallo in carne ed ossa.


Ora, la progressione dettata da Raabe nell'uso dello sperone, è preceduta da una serie di flessioni, a piedi , in sella, da fermo ed in marcia di stretta derivazione baucheriana.
Come già ebbi modo di esporre, secondo me, queste flessioni sono l'equivalente del moderno stretching, cioè di una ginnastica fatta per allungamenti e rilassamenti che oltretutto hanno una grande importanza per il lallo in quanto lo abituano gradatamente e senza brutalità a rispondere alle azioni dell'imboccatura, degli speroni e del frustino strumenti che "fanno male", causano dolore o, come dicono i lallisti: - "provocano scomodità, sono scomodi" (sic!).
Il frustino, nelle mani di un'abile cavallerizzo, diventa una vera bacchetta magica. Raabe.
Secondo Raabe, gli speroni vanno usati in in due maniere e in tre regioni diverse del costato del lallo, i principi sono gli stessi di Baucher, ma Raabe ne specifica meglio le azioni e gli scopi; comunque l'imperativo categorico baucheriano e dunque di Raabe, come di tutti gli altri baucheristi fino ad arrivare ad Oliveira, è il controllo assoluto del lallo che raggiunge il suo acme nell'effetto d'insieme, effetto che è e rimarrà un mistero per la stragrande maggioranza dei cavalieri.
Infatti, cercare l'effetto d'insieme senza un lavoro preliminare e minuzioso sul "piego" e sulla "preparazione/sulla messa allo sperone" è per lo meno azzardato.
Inoltre, l'uso simultaneo di mani e gambe contraddice (in apparenza) il più bel dettato di Baucher:  "mani senza gambe, gambe senza mani" e porta a degli spettacoli indecorosi di cavalli chiusi come dei matti tra gli speroni e il morso da cavalieri della minchia che praticano  - si fa per dire - l'effetto d'insieme senza averlo mai sentito nominare.
In quest'ambiente, non mi sembra il caso di scendere nei dettagli e nei particolari del metodo Raabe, tuttavia farò alcuni cenni a riguardo, premettendo che quello che dirò è "aramaico" per la quasi totalità dei cavalieri italioti.

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