Ecco i ritratti dei grandi Maestri dell'Equitazione. Tra questi, due mie "scoperte": il negro Tom Bass, nato schiavo che - grazie ai cavalli e al suo talento - raggiunse una posizione di assoluto prestigio nell'America becera e razzista di fine 800, e il Comandante Rousselet, un autorevole cavallerizzo, che, 200 anni prima della moda dei "sussurratori", parlava con i cavalli.

giovedì 12 novembre 2020

Jean d'Orgeix (biografia)- Metodo JDO -

mercoledì 7 gennaio 2015


Jean d'Orgeix, in realtà si chiamava Jean-Franois de Thonel, quinto marchese d'Orgeix, conosciuto, quando era attore di cinema e teatro, col nome d'arte di Jean Paqui; cominciò con l'operetta a 11 anni,  divenendo in seguito una vedette in piece teatrali e film di successo; nel 1955 - curiosamente - interpretò il ruolo del conte d'Oreix, un suo antenato, nel film: Si Paris nous était conté accanto a Jean Marais
Era chiamato il cavalier d'Orgeix quando gareggiava a cavallo e pilotava aerei da evoluzione acrobatica, diventando - in questa specialità -  campione di Francia dilettanti... uno dei suoi esercizi preferiti era di andar a prendere un fazzoletto posto a tre metri d'altezza volando a testa in giù.Fu soprannominato l'Africano Bianco quando si trasferì nell'Africa Nera per organizzare battute di caccia grossa, attività che svolse per oltre 10 anni. Nel frattempo, si sposò 3 volte e ebbe tre o quattro figli; pare che il suo primo divorzio fosse stato causato dal fatto che il Nostro dormisse con un giaguaro ai piedi del letto, e, pertanto la sua signora gli avesse dato questo out-out: o me o la pantera: scelse la pantera.
Siccome la sua vita era troppo monotona (sic!) si impegnò anche in politica: di idee monarchiche, fu guardia del corpo - durante la "repubblica di Vichy  - di Charles Maurras un fascistone: intellettuale  teorico del movimento nazionalista monarchico francese.
Dopo la guerrafu tra i fondatori del Front National, più volte candidato in quelle liste, fu tra i primi a scagliarsi contro la burocrazia della nascente Unione Europea. 
A più di 70 anni, con sua moglie Nathalie (ottima amazzone) e il cagnolino Bobby, partì con un piccolo gommone da Marsiglia  per arrivare a Calcutta dopo oltre 13.000 km di crociera.

E' morto - nel 2006 - a 85 anni in un incidente automobilistico.
Perché questa presentazione?
I grandi cavallerizzi, i grandi uomini di cavalli, sono stati dei missionari tutta casa e cavallo, dei monomaniaci dell'equitazione, è pur vero che qualcuno, come Caprilli, si dedicò - con grande successo - anche ad altri sports da camera... ma sempre di monta si trattava!

Dunque, d'Orgeix - sotto quest'aspetto - è stato un'eccezione, sebbene fosse nato in un ambiente dove andare a cavallo fosse "normale",  si dedicò alle competizioni equestri per soli 6/7 anni... ma in quel periodo fu un'ira di Dio!


98 vittorie in Gran Premi internazionali (Roma, Parigi, Ginevra, Londra, ecc.)
10 primi premi come miglior cavaliere CSIO
 8     "          "       nelle Coppa ddelle Nazioni
45 vittorie in Gran Premi nazionali
18 vittorie in gare di potenza
medaglia di bronzo alle Olimpiadi del 1948 Londra.
Il numero dei suoi piazzamenti è incalcolabile

Ma non finisce quì nel 1973, prende in mano la nazionale francese di s.o. che era in condizioni pietose e in tre anni ottiene questi risultati:
10 vittorie in Gran Premio.
2 in gare di potenza
4 premi CSIO al miglior cavaliere.
5 Coppe delle Nazioni
Medaglia di bronzo ai campionati d'Europa 1975
Medaglia d'oro alle Olimpiadi di Montreal 1976
Nel mentre ha elaborato un suo metodo innovativo per il s.o. e ha formato decine di cavalieri di livello internazionale, è stato tra i primi ad usare gli audiovisivi come supporto nel sistema didattico.
L'elenco dei suoi allievi diretti o indiretti è sterminato, meglio riportare le parole di P. Durand: i principi fondamentali di d'Orgeix - adesso - li ritroviamo in tutti i top riders moderni.
Ovviamente, più si hanno risultati, più il coro dei criticoni si infittisce: cavalieri rigidi, dorso del cavallo che non agisce, assetto da monta western, ecc ecc. tutto ciò era conseguenza dei principi d'Orgeix, quali sono questi principi?
Equilibrio del cavallo spostato all'indietro, obbedienza assoluta al minimo tocco di gamba o azione di mano,  cavallo leggero con incollatura alta e anche basse propulsive, cavaliere decontratto in grado di agire per allungare accorciare l'andature sopratutto con l'assetto, tutto ciò ottenuto partendo da un suo detto: io non addestro i lalli li educo. 
Adesso voglio segnalare come d'Orgeix - nonostante i suoi successi - fu trombato dai politici:
Salon du cheval 1976... JDO è stato appena esonerato dal suo ruolo di allenatore della squadra nazionale di s.o. francese e rimpiazzato da un fellone, un suo amico che la sera prima gli aveva assicurato telefonicamente che mai avrebbe preso il suo posto... praticamente gli disse: Jean, stai sereno.
In Francia, questi amici li chiamano traditori, in Itaglia: rottamatori...
Ora cercherò di entrare nei dettagli del suo metodo: 



Ho appena letto: Dresser c'est Simple - editore Belin, è il "testamento" del Nostro, ci trovate scritti i fondamentali della sua equitazione che - come sapete - era rivolta al s.o. 

Però, del libretto, mi ha molto colpito la sua lettera al figlio, pertanto non insisterò sul suo metodo e sulle diatribe che - come per tutti i grandi - hanno accompagnato e accompagnano ancora la sua opera nel campo equestre, mi limito a tradurre e ad offrirvi queste due sue "pennellate"; chi volesse, troverà decine di video e libri lasciati da Paqui dove è descritto il suo metodo, il suo insegnamento.

Questo brano è tratto da una sua lettera scritta a suo figlio quando questi era piccolissimo:

Ascoltami figlio mio……
Ogni mattina ringrazia il cielo… il destino… il creatore... di averti dato la vita: è un dono meraviglioso!
Allora, ogni giorno, appena sveglio, inspira a pieni polmoni la fresca aria del mattino, stira voluttuosamente le tue membra e canta... canta a piena voce il primo motivo che ti sale alle labbra… gioioso… sentimentale… commovente… marziale... non importa non importa - ma canta!
Canta, esprimi così la tua gioia di vivere.... la sentirai più profondamente in te stesso.....
….. ricordati di essere sempre fedele a queste due parole: onestà e correttezza… ci sarebbe una terza parola da non dimenticare anche se è diventata desueta, una parola che in altri tempi fu considerata come il valore primario: onore.
Allora, non preoccuparti delle mode… che - credi a me - passano… il senso dell’onore è per prima cosa il rispetto di se stessi.

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