Ecco i ritratti dei grandi Maestri dell'Equitazione. Tra questi, due mie "scoperte": il negro Tom Bass, nato schiavo che - grazie ai cavalli e al suo talento - raggiunse una posizione di assoluto prestigio nell'America becera e razzista di fine 800, e il Comandante Rousselet, un autorevole cavallerizzo, che, 200 anni prima della moda dei "sussurratori", parlava con i cavalli.

mercoledì 11 novembre 2020

Tom Bass

 

sabato 5 maggio 2018

Tom Bass

Prima di Jackie Robinson, prima di Rosa Parks, prima di Martin Luther King, prima di Barack Obama c'è stata la leggenda di Tom Bass – l'uomonero che sussurrava ai cavalli.
Così CuChullaine O'Reilly  inizia il suo saggio, presentando la figura di Tom Bass.
E' stato un colpo di fulmine, ho cercato e ho letto tutto quello che ho potuto reperire su questo personaggio a me - finora - perfettamente sconosciuto.
Dunque - per il mio piacere - parlerò di Tom Bass inserendolo a pieno titolo nel novero dei "Grandi Cavallerizzi".

Pessima idea (sic!) nascere negro nel 1859 nel Missouri, perché significava esser uno schiavo; se a questo aggiungiamo il fatto che il pargolo fosse figlio illegittimo di un bianco:  William Hayden Bass, erede un po coglione del siur padrun dalli beli brachi bianchi di una fazenda grande quanto la Basilicata, il disastro era completo, perché il meschino era sottoposto ad una duplice contraria reciproca discriminazione razziale condita da una subdula diffidenza sia da parte dei bianchi che da parte dei neri.
A quel tempo era “normale” che i padroni bianchi si accoppiassero/violentassero le loro schiave negre più giovani e carine, il frutto di codeste bestiali copule era considerato di proprietà del padre padrone tal quale gli altri schiavi e ne poteva disporre nella stessa maniera, questo secondo la legge dello stato del Missouri ma non solo di quello.
Vediamo Cornelia Grey - poco più di una bambina - mentre stringe al petto il bimbo appena nato per allattarlo e per riscaldarlo in una fredda mattina di Gennaio del 1859, nel frattempo suo padre: Presley Grey si da da fare ad attizzare il fuoco per riscaldare la misera capanna.
Mentre il piccolo Tom muove i primi passi, imperversa la guerra civile, sua madre viene venduta ed è mandata via, suo padre semplicemente lo ignora, il bimbo è evitato con sospetto sia dai bianchi che dai neri, dunque il piccoloTom Bass - affidato a nonno Presley - cresce cercando la compagnia degli animali della piantagione, in particolare era attratto dai cavalli e - data la sua altezza - ci passeggia tranquillamente sotto le loro pance senza neanche abbassarsi; a quattro anni cominciò a montare, a sei - senza sella - saltava allegramente fossi e staccionate, i cavalli lo seguivano come dei cagnolini un po dovunque.
Intanto, gli stati del nord avevano vinto, la schiavitù era stata abolita, dunque, a sei anni Tom divenne "un uomo libero", ma suo nonno Presley - come tanti nelle sue condizioni - non avendo nè mezzi nè prospettive decise di rimanere nella piantagione Bass come salariato, di conseguenza anche Tom restò nel luogo natio.
Credo che a quei tempi ben poco cambiasse per il bovero negro che da schiavo diventasse uomo libero e salariato; la sua condizione - in alcuni casi - poteva addirittura peggiorare... ma questo non riguarda il nostro tema, vediamo cosa succede al ragazzino che comincia la sua carriera di grande cavallerizzo addestrando (sic!) un mulo.
Nonno Presley, aveva un mulo "infame" conosciuto/famigerato in tutta la contea perchè intrattabile, non lo si poteva né attaccare né montare, si chiamava Mr. Potts. Nonno Presley era indeciso se venderlo o affidarlo al nipote affinchè cercasse di domarlo, decise di lasciar provare Tom. Intanto, un figlio bianco del padrone - dunque fratellastro di Tom - era ritornato alla piantagione, era un cavaliere scadente e accortosi che Tom lo guardava con aria di sufficienza, spalleggiato dai suoi amici bianchi, lo aggredì con pesantissimi insulti razzisti sfidandolo a dimostrare la sua abilità a cavallo.
Tom tirò fuori Mr. Potts dalla stalla, alla vista del mulo, agli insulti si unirono le risate di scherno del pubblico pagante che intanto era accorso numeroso.
Ben presto le risate si spensero e gli insulti svanirono, Mr Potts si esibì in una perfetta ripresa degna di un cavallo d'alta scuola conclusasi in maniera impossibile:  facendo un giro di maneggio galoppando all'indietro... Tom Bass aveva nove anni.
La famiglia Bass


Il nostro crebbe conservando questo senso del cavallo che lo portava a risolvere problematiche equestri dove altri - più esperti di lui - naufragavano.
Infatti, pur facendo altri lavori, la gente continuava a portargli cavalli difficili che sistemava e che addestrava alle andature spettacolari tipiche dell'allora nascente razza american saddle horse.
Nella vicina città di Mexico city, operava una grande azienda: la Mexico City Horse Sales Company di proprietà di Joseph Potts e di Cirus Clark, che possedeva tra l'altro Thorton Star uno degli stalloni capostipiti della razza appena citata.
Era assai rinomata, e forniva cavalli di gran qualità alla borghesia che si stava riprendeva dalla guerra anche sfoggiando cavalli dai movimenti spettacolari che dovevano sottolineare la posizione sociale e le nuove ricchezze dei potenti di turno.
Joseph Potts, decide di assumere il giovane Bass come preparatore di cavalli, ma si scontra col bigottismo ed il razzismo del suo socio, il quale pensava che un negro fosse inadatto a quel mestiere così delicato ma anche così prestigioso, cedette solo quando Potts gli disse che il giovinotto era il miglior compratore di cavalli da carne che avesse conosciuto, a colpo d'occhio ne valutava il peso e la resa al macello.
Sia come sia, Tom cominciò a lavorare a Mexico City, la ditta per la quale lavorava si vantava di offrire solo il meglio del meglio in fatto di cavalli, dunque facevano molti scarti.
Alla prima asta - dopo l'arrivo di Tom - furono venduti tutti i cavalli a disposizione, anche i sei soggetti che normalmente sarebbero stati destinati al macello, questi, sotto la sella di Tom divennero: cavalli per signora e vennero venduti con grande profitto.
Di fronte all'evidenza, anche il razzista mr. Clark dovette ammettere la bravura eccezionale di Tom Bass e ne convenne con mr. Potts che gli rispose: te lo dissi che era uno specialista coi cavalli da macello!
A quel tempo, molti americani consideravano il cavallo uno strumento usa e getta, lo sfruttavano fin quando li sodisfava, poi lo rottamavano per comprarne un'altro... tempi passati da noi non si fa più tutto ciò (sic!)... infatti: ho conosciuto la figlia di un facoltoso farmacista che - partendo da bambina - in sette otto anni ha cambiato una decina di lalli (costosi/costosissimi) per competere/primeggiare in s.o. in categorie basse infime, poi a sedici diciassette anni - attratta da altre cavalcate - ha mollato tutto e il padre pur di non svendere alla concorrenza i superstiti pregiati lalli ancora in casa li ha datti al macellaio. (BURP!)
Dunque, la fama del giovane Tom Bass era sempre più spinta, probabilmente anch'egli si era sentito e forse si sentiva ancora merce, sapeva delle punizioni a volte terribili che avevano subito gli schiavi, sapeva del tormento delle catene e della segregazione ed era naturale che trattasse i cavalli con delicatezza con garbo anche e sopratutto quelli più difficili e che - forse ricordando i ceppi - avesse studiato un'imboccatura meno crudele di quelle  in uso allora.
Morso Bass.
Sorvolo sulle tecnicalità di questo morso, ma mi piace sottolineare che quando un suo amico gli disse di brevettarlo rispose: ho trascorso notti insonni a studiare su quella imboccatura, l'ho fatto per alleviare le sofferenze dei cavalli, non per fare soldi, quello che spero è che si diffonda molto velocemente".
La sua consacrazione definitiva a cavallerizzo di rango, il suo passaggio alla celebrità, in qualche modo la sua vera emancipazione dallo stato di schiavo e di negro fu dovuto al suo incontro con una giumenta, una bestia intrattabile, infame, pericolosa ed assassina : The Black Blazing, gli fu consegnata con queste parole: non perderci troppo tempo, è già destinata al macello.
Si chiamava The Black Blazing la giumenta che cambiò la vita di Tom Bass, tirava calci, si dibatteva, cercava di mordere, al suo arrivo mise in subbuglio la scuderia, ci vollero corde, 4 uomini, frusta e forcone per farla entrare in un box e chiudere immediatamente la porta dietro la sua coda.
Doveva essere molto bella, se malgrado i suoi vizi, e i suoi tentativi di omicidio le si desse un'ultima possibilità con Tom Bass.
La immagino morella, The Black Blazing in italiano dovrebbe suonare così:  Il Fuoco Nero, ma blazing vuol dire tra l'altro anche furioso, ecco potrebbe essere: il Nero Furioso>la Furia Nera... bene, la chiamerò "Furia Nera", per gli amici Furia, vi risparmio della notizia che: beveva solo caffe per mantenere il suo pelo più nero che c'è... Quale fu la prima lezione per Furia ?
The Blazing Black era una bestia feroce, infatti era già destinata al macello.
Ma Tom Bass, probabilmente, aveva capito che la causa di quelle reazioni era dovuta ai maltrattamenti subiti, bisognava riconquistare la sua fiducia.
Si chiuse nel box con la giumenta e cominciò a parlarle, a parlarle, a parlarle con la dolce cadenza del sud degli Stati Uniti, pian piano - una volta che la cavalla si fu rilassata - cominciò ad avvicinarsi, a toccarle il garrese, la testa, i piedi.
Due giorni dopo, sotto gli occhi esterefatti di Joseph Potts e del personale di servizio, Tom Bass tornò alla scuderia cavalcando tranquillamente la giumenta assassina.
In seguito Potts disse che Tom: non solo aveva fatto in modo che tutti dimenticassero che quella cavalla era un'infame, ma aveva convinto di questo la cavalla stessa.
Quando Potts, dopo tempo, chiese a Tom - come mai la cavalla non avesse cercato di ucciderlo, Tom rispose:  "Se avesse voluto ammazzarmi me lo avrebbe detto."
Pochi mesi più tardi, capitava una grande manifestazione equestre, per la Mexico Horse Sales Company ed era molto importante partecipare con cavalli vicenti
Nella categoria fattrici di oltre 4 anni, Furia era quella meglio preparata ed anche la più bella, ma c'era un problema: - non si lasciava cavalcare che da Tom Bass; allora Joe Potts prese una coraggiosa decisione, chiamò Tom Bass e gli disse:  Sarai il primo negro nella storia che mostrerà - ai bianchi del Kentucky e del Missouri - come si monta a cavallo, spero che tu te la senta.
Era il punto di svolta nella vita del giovane addestratore nero.

Buovo


Per un doveroso contrappasso, ecco una storia uguale ma contraria a quella appena descritta.
In questa, che sto per raccontare, si parla di tale Buovo, un lercio zoticone ma coi cavalli ci sapeva fare e del "cavallo più bello del mondo" chiamato Rondello che sta per rondone... grande rondine/grande uccello.
...lo Re Erminione, aveva un cavallo incatenato, il quale era il cavallo più bello del mondo, e avevalo tenuto sette anni rinchiuso e incatenato perchè nessuno non lo potè domare, e molte volte l'aveva voluto far domare e mai trovò nessuno che gli bastasse la vista a domarlo.
Essendo Buovo in questa corte, andò un dì dal Re Ermione a vedere questo cavallo, e Buovo vantò vedere: e udì il dire al Re: Io farei gran doni a chi lo domasse e cavalcasse. Disse Buovo a quello ! Or fussìegli mio, si chè io lo domerei e sellerei e cavalcherei!  Lo Re l'intese e disse: O Buovo, per mia fè, se tu lo domi, che io ti farò gran bene, e caverotti di conciare cavalli alla stalla e solo questo avrai a governare.

Allora Buovo si spogliò del giuberello e prese un bastone in mano e andò verso il cavallo; e quando gli fu presso il cavallo si rizzò in piè; e Buovo gli disse un grido addosso, e'l cavallo si volle lanciare a dosso a Buovo, perché aveva catena lunga al collo; e Buovo gli diede una grande bastonata, e gittoglisi a' crini del ciuffetto e diegli un pugno nell'orecchio manco, tale che'l cavallo fu per cadere.
Buovo prese la catena e spiccolla dalla mangiatoia, e menollo a mano in su la piazza, e feciolo ferrare, e missegli la sella e la briglia, e montovvi suso.
E quando volle che si movessi, el cavallo fece tre lanci, ma Buovo aveva una gran mazza, e toccollo per la groppa e per i fianchi, e l'cavallo cominciò a tremare, e andava dove Buovo voleva. E in otto giorni lo domò, e corse, e facea ciò che Buovo voleva; e tanto venne vantaggiato che al suo tempo non si trovò più vantaggiato cavallo; e non si voleva lasciar cavalcare a niuna altra persona che a Buovo.... ..e tanto era avvezzo a lui che, come Buovo parlava, il cavallo ubidiva, intanto che molti ignoranti dissono ch'egli era uno spirito ch'era entrato in quello corpo di quello cavallo. (ci risiamo col sopranaturale !!)
Il cavallo di Buovo d'Antona viene chiamato Rondello, con un triviale calembour che si rifà alla rondine; ma in tutta l'epopea cavalleresca spesseggiano i cavalli eccezionali, veloci instancabili oltre che dotati di intelligenza umana, che solo il proprietario può montare: - Baiardo, il celebre destriero di Rinaldo di Montalbano, Brigliadoro il cavallo di Orlando (chiamato anche Vegliantino), Rabicano il cavallo di Astolfo, il cavallo coi "piedi umani" di Giulio Cesare ecc. ecc.


Questa gran prova del domare un cavallo che nessuno osava avvicinare è un classico della letteratura antica, da Alessandro Magno in poi mi fermo qui, questo simpatico episodio narrato da Tano Parmeggiani in un suo prezioso e delizioso libretto:  "Il Cavallo nei Proverbi", è tratto da uno scritto di Andrea da Barberino autore del "fondamentale” romanzaccio:  “I Reali di Francia” diffuso e letto con scrupolo per almeno 5 secoli in Italia".


Riprendiamo la storia di Tom Bass.
Venne il gran giorno, Tom era agitatissimo, ma fu aiutato dalle parole del nonno Presley che prima che entrasse nell'arena gli disse: La nostra gente ha bisogno del tuo successo, vai senza paura!
Intanto, si era sparsa la voce che Tom entrava in pista perchè nessun'altro era in grado di cavalcare quella giumenta e dunque il pubblico lo accolse con curiosità e senza ostilità.
Tom montò in maniera perfetta con solo una sbavatura, sfiorò un barriera e la fece cadere, per questo motivo fu classificato al secondo posto, comunque dimostrò che l'addestramento di alta scuola non era un'attività riservata ai soli uomini bianchi.
Joe Potts era furioso, per lui il suo pupillo aveva meritato comunque il nastro azzurro, il primo posto... ma Tom era contento lo stesso, da allora in poi diventò un punto di riferimento per tutti i cavalieri della zona che cercarono di batterlo nelle competizioni ma pochi ci riuscirono.
Siamo nel 1883, Tom ha 24 anni, la Mexico Horse Sales viene venduta e per Tom comincia una nuova vita.
Questa è la vera scuderia di Tom Bass, di recente restaurata.


Tom prese il coraggio a due mani e acquistò 4 ettari di terreno per impiantare la propria impresa specializzata per la preparazione e la vendita di cavalli, un ricco imprenditore gli propose il seguente accordo: se riesci a sistemare la mia pariglia di cavalli che ha paura dei treni ti cancello l'ipoteca che hai sull'appezzamento di terreno.
Tom bendò i due cavalli e li caricò sul treno diretto a Kansas City, arrivati al mattatoio di quella città, fece staccare il vagone che rimase lì per tutta la notte, durante la quale i treni andavano e venivano in continuazione, poi, il giorno dopo di nuovo partenza per Mexico City, a sera i cavalli - stanchi dallo strano viaggio - erano di nuovo a casa ma ora ai treni ci davano del tu.
Angie
L'anno prima, Tom aveva sposato Angie, una maestrina di colore che insegnava nella scuola riservate ai negri, la schiavitù non c'era più ma l'appartaid c'era eccome !!
Comunque, su quel terreno costruirono la loro casetta, i boxes, i tondini e il campo da lavoro; l'attività ebbe subito successo, gli mandavano cavalli da addestrare da ogni dove, persino il governatore del Missouri gli affidò un suo cavallo, a questo punto Tom si mise a cercare un cavallo da portare ai più alti livelli d'addestramento per potersi esibire nei migliori spettacoli equestri, fatto molto importante per la promozione della sua attività.
Trovò il puledro, era assieme ad una mandria di bovini, era un grigio dalle zampe lunghissime dal carattere vivace e giocherellone, lo pagò 100 dollari.
Lo chiamò Columbus, disse: Colombo ha scoperto l'America e io ho scoperto Colombo. Sapeva di aver trovato un soggetto eccezionale.
Tom su Colombo
Cominciò il suo addestramento, era il cavallo più intelligente che avesse mai incontrato, capace di aprire qualsiasi cancello e se non ci riusciva ci strisciava sotto.
Divenne come un figlio per Tom e per Angie, la sua preparazione durò un paio d'anni, finalmente erano pronti:  un cavaliere di enorme talento e un cavallo particolare avevano lavorato bene assieme, da questo sodalizio nacque qualcosa di clamoroso, l'occasione per mostrarlo urbi et orbi era il grande Horse Show di St. Louis, vi accorrevano migliaia di persone e tutta la buona società del Midwest, tra gli altri c'era il generale Grant, grande esperto ed amante di cavalli.
Tom si era iscritto nella categoria più importante, quella dell'alta scuola, dove erano richiesti movimenti molto impegnativi come il trotto spagnolo e le piroette, l'esibizione veniva accompagnata dalla banda musicale.
Quando il direttore di gara annunciò: Tom Bass showing Columbus, tra il pubblico si sentiva mormorare:  Ma cosa ci fa un un negro in questa competizione? Ma è quel giovanotto che doma i cavalli assassini? E' vero che lo chiamano il sussurratore nero?
Appena cominciò l'esibizione tutti tacquero... si potevano sentire cinguettare (sic!) le mosche... il grigio volava, mai si era visto qualcosa del genere, Tom e Colombo sembravano una cosa sola, un perfetto centauro partorito dalla stessa madre che si muoveva leggiadro in un'atmosfera irreale quasi soprannaturale, ad un certo punto anche gli altri concorrenti cominciarono ad applaudire a scena aperta.
Il centauro concluse lo spettacolo facendo un giro di pista galoppando all'indietro, poi Colombo si fermò a centro pista, si mise ritto sulle zampe posteriori e fece - nella sabbia - un cerchio che chiuse inginocchiandosi su una gamba  e chinando il capo verso terra in ossequio alla giuria.
Mai visto niente del genere, non pensavo che tutto questo fosse possibile, disse il direttore di campo...Tom era entrato nella leggenda.
Il bambino, nato schiavo in una baracca di schiavi, era un uomo famoso, la vita gli sorrideva, gli affari andavano a gonfie vele.
Un giorno mentre stava lavorando, sua moglie lo mandò a chiamare, c'era un ospite inatteso.Entrato in casa, trovò Angie visibilmente nervosa che senza parlare gli indicò il salotto; c'era un uomo, gli dava le spalle perchè era intento a guardare la vetrina dove erano custoditi i suoi tanti trofei, l'uomo sentì la sua presenza e si voltò: - era un uomo molto alto, magro, abiti e stivali da cauboi, i capelli - lunghissimi alla moda della frontiera - gli scendevano fin sulle spalle, baffi folti e pizzetto...a Tom gli era familiare, gli sembrava di conoscerlo, ma prima che potesse raccogliere le idee, l'uomo gli si avvicinò sorridendo e allungando la mano disse: 
signor Bass, sono il colonnello William Cody, sono venuto con la speranza di acquistare Colombo per il mio : Wild West Show. Probabilmente, Tom avrebbe mandato affanculo chiunque gli avesse fatto quella richiesta, ma aveva davanti a se Buffalo Bill una leggenda vivente; era stordito non riusciva a rispondere... intanto Cody incalzava per farlo uscire dal suo mutismo:  Quanto ne vuole, il prezzo non è un problema....
Intanto, Tom pensava a quando aveva acquistato Colombo per 100$, quando era un puledro sgraziato che scorrazzava assieme alle vacche, adesso era diventato, per lui e per sua moglie, come un figlio ed era il cavallo più intelligente e disponibile e ricettivo che avesse mai visto, quello che gli aveva dato le più grandi soddisfazioni.
Pensava  a quando, nel famoso show di St. Louis lui, nero, un ex schiavo  negro, aveva vinto il primo premio con quel grigio da sogno galoppando all'indietro.
Avrà un ottimo trattamento, insisteva Cody... allora signor Bass?
Tom tirò un sospirone e disse: Colonnello usciamo fuori.
Se c'era una cosa che Tom sapeva fare bene era mercanteggiare, l'aveva imparata quando lavorava per Joe Potts, il più grosso mercante di cavalli del Missouri.
Vendere cavalli era/è come giocare a poker, bisogna capire la psicologiadell'acquirente per spillargli il massimo del denaro possibile, ma Tom non era così, metteva sempre come priorità il benessere del lallo.
Mentre andavano verso il capannone dove si trovava Columbus, Tom era emozionato, sapeva di aver accanto un vero eroe americano, il colonnello Buffalo Bill Cody era stato staffetta nel famoso Pony Express, aveva combattuto per l'Unione nel 7° Cavalleria del Kansas, insignito della Medaglia d'Onore del Congresso per la guerra indiana, ora era in giro per l'Europa col suo show a mostrare a regnanti e popolani la fantastica epopea del mitico Far West.
I cavalli erano stati il filo conduttore che aveva legato tutta l'avventurosa vita della sua vita di Cody; Buffalo Bill era un vero uomo di cavalli, li rispettava e li amava veramente... questo era ciò che interessava a Tom.
Intanto, Tom aveva sellato Colombo e aveva cominciato a lavorarlo nel maneggio.
l Colonnello seguiva ammirato gli splendidi movimenti del cavallo.
Colombo partì con un vigoroso trotto spagnolo, quindi passò al galoppo inanellando una lunga serie di cambiamenti al tempo, poi il magnifico grigio si esibì in alcune corvette fatte con la grazia e la leggerezza degne di una etoile del Bolshoi ... Tom concluse l'esibizione facendo il giro completo della cavallerizza galoppando all'indietro.
Il colonnello Cody - entusiasta - applaudiva freneticamente, ma Tom quasi non se ne accorse... aveva deciso: Colombo sarebbe andato con lui, sapeva che con Cody il suo grigio sarebbe diventato una stella di livello mondiale ma sopratutto era convinto di mettere il suo amico a 4zampe in ottime mani. Il colonnello Cody pagò la somma più che onesta chiesta da Tom e gli strinse forte la mano... era cominciata una lunga amicizia.
Quel giorno stesso, al tramonto, Colombo lasciava la piccola fattoria dei coniugi Bass.
Ormai Tom era diventato famoso sia come addestratore di cavalli che come cavaliere da show, nessuno avrebbe potuto immaginare che quel piccolo schiavo nero scalzo si sarebbe potuto emancipare a tal punto attraverso i cavalli.I suoi risultati fenomenali e la sua reputazione di grande correttezza fecero si che - da ogni parte d'America - andassero da lui personaggi ricchi e famosi.
Il presidente Theodore Roosvelt venne personalmente in quella piccola cittadina del Missouri per acquistare da Tom un cavallo da passeggiata, tutti i governatori del Missouri strinsero rapporti con lui e molti di questi comprarono i suoi cavalli. Essere neri, in un ambiente bianco...”candido” come quello delle competizioni equestri dell'epoca, aveva insegnato a Tom che per farsi rispettare ci volevano i risultati; daltronde – a quel tempo in quella società razzista e bigotta – lui - nella sua azienda - trattava alla stessa maniere bianchi e neri, quando si entrava nel suo maneggio si era prima cavalieri e poi bianchi o neri.
Anni dopo, suo cognato ricordava che Tom non dava alcuna importanza al colore della 
pelle, trattava sia gli uomini che i cavalli a seconda delle loro capacità, in ogni caso era così assorbito dall'addestramento e dalla preparazione dei suoi cavalli che quelle questioni passavano in subordine.
Egli - nella sua struttura - continuava ad occuparsi di cavalli "infami" ma accettava in addestramento cavalli di gran pregio a 30$ al mese per un minimo di 10 mesi.
Comunque al di fuori della sua azienda i problemi razziali persistevano, e doveva adattarsi e subire i pregiudizi razziali assai forti dell'epoca.
Così, ci fu un'alternanza di episodi relativi al colore della sua pelle assai significativa: - fu il primo negro ad esibirsi al Madison Square Garden di New York, all'occasione fu ospite della famiglia Vanderbilt - alla stessa maniera, quando andò a Los Angeles, gli fu riservato un'intero vagone ferroviario per aggirare la legge vigente che impediva ai negri di viaggiare in prima classe - ma l'umiliazione più forte era quella di dover accedere dalla porta di servizio alle case dei suoi colleghi cavalieri che gli chiedevano consigli e consulenze - un altro episodio che lo ferì molto fu quando, alla importante gara dello "Iowa State Fair in Des Moines", la sua presenza fu contestata da un anonimo reclamo di un concorrente bianco che adduceva dei cavilli legali contro la partecipazione dei negri agli show equestri, pertanto Bass fu escluso dalla gara - senza fare una piega - Tom caricò i suoi cavalli sul treno e tornò a casa.Successe uno scandalo e dopo circa un'anno, quella decisione imbecille fu revocata e Tom riprese a gareggiare e a vincere partecipando ai più importanti show d'America tant'è che il suo record di vittorie è tutt'ora ineguagliato.

Il presidente William Mckilley e William Jennings Bryan - emerito statista - andarono a trovarlo, la sua fama e la sua reputazione - malgrado i pregiudizi razzisti assai marcati a quel tempo - erano veramente grandi; Buffalo Bill - in una delle sue visite - gli presentò il giovanissimo Will Rogers destinato a diventare una star del cinema. Agli inizi del novecento Buffalo Bill, si trovava di passaggio a Mexico City col suo spettacolo, pertanto volle che Tom rivedesse Colombo il magnifico castrone grigio che nel frattempo - montato da Buffalo Bill - era diventato una celebrità mondiale, amato e conosciuto dai bambini di mezzo mondo e che - all'occasione - potesse partecipare con lui al Mexico Horse Show di quell'anno: - il 1902. 

Cuchullaine O'Reilly 
La notizia si diffuse immediatamente ed una folla enorme accorse allo show per vedere Tom Bass che montava Colombo il primo cavallo che aveva preparato per le competizioni.
Ormai l'avete capito, ho un'enorme simpatia per Tom Bass e poi lo considero una mia "scoperta", l'ho fatta seguendo nel web Cuchullaine O'Reilly, long rider e persona gentilissima che ho contattato e che mi ha dato alcune delucidazioni riguardo la barefutteria che solo uno con la sua esperienza era in grado di fornirmi. La storia di Tom Bass, conferma un altro assioma del Generale: "I libri equestri sono utili solo a coloro che già sanno."
Spesso, coloro che "sanno", sanno perchè hanno il "senso del cavallo" che - come ho già detto - è l'equivalente del : - senso del ritmo, dell'intonazione vocale, dei tempi comici, del carisma, del fascino,  dell'orecchio musicale, della facilità oratoria ecc. tutte qualità innate che - certamente - vanno curate, affinate ma se non le si hanno difficilmente si potrà eccellere nei rispettivi campi di applicazione di quelle doti.
lI fatto che, un bambino di nove anni, domi un mulo "infame" e lo addestri come un cavallo portandolo persino al galoppo all'indietro, non si può spiegare altrimenti che ammettendo che quel ragazzino possegga due qualità innate : "sentiment" e "tact"...senso del cavallo e tatto equestre... certo, il fatto che già a tre anni - "il piccolo schiavo negro scalzo" - vivesse in mezzo ai cavalli gli è valso di più della lettura di tutto lo scibile equestre da Xenophon a Caprilli o di ottomila lezioni di Karl o Filipponi.
Detto questo, voglio concludere la storia di Tom che - come di seguito leggerete - è ancora piena di sorprese...
Il “pubblico pagante” assisteva entusiasta all'esibizione del fantastico “cavallo bianco”, quando accadde qualcosa di inaspettato e terribile:  Tom chiese al suo cavallo una figura che aveva fatto mille volte - mettersi su due zampe e restare in quella posizione per una decina di secondi - per ragioni sconosciute, il castrone si rovesciò all'indietro schiacciando sotto il suo peso il povero Tom.
Il cavallo si rialzò prontamente, e prima che qualcuno potesse accorrere in soccorso di Tom - che era esamine al suolo -  cercò esso stesso di sollevarlo coi denti, fatto assai pericoloso perchè Tom era assai malconcio.
Infatti, all'ospedale si scoprì che Tom aveva il bacino rotto, e si pensava che non avrebbe potuto  più montare, comunque, guarì lentamente,  sopportando un anno di immobilità e sofferenze; durante  quella  convalescenza raccontò alla moglie Angie, di aver impresso nella memoria lo sguardo "umano" di Colombo che sembrava avesse capito della disgrazia. Dell'incidente di Tom parlarono i principali giornali di tutto il mondo, partecipi della sorta del grande cavallerizzo.
L'anno successivo, accadde ancora qualcosa di straordinario riguardo Colombo, il circo di Buffalo Bill, si trovava a Columbus Missouri, si svolgeva l'abituale parata per le vie cittadine: indiani, cosacchi, giocolieri, carri conestoga e diligenze, insomma le attrazioni del circo in sfilata accompagnate dalla banda musicale.
Colombo era esibito su di un particolare carro completamente scoperto trainato da tre pariglie di cavalli; il grigio appoggiava l'anteriore sinistro su di un piliere alto un cinquanta centimetri e l'anteriore destro su di un altro piliere più alto, assumendo così una classica posa da circo.
In sella, montando all'amazzone, c'era una splendida ragazza che - sorridente - salutava i numerosi cittadini che assistevano alla sfilata promozionale.
Nonostante le fermate e le brusche ripartenze e le asperità della strada, Colombo restava in quella posa solenne ed immobile come una statua.
Ad un tratto, in una ripida discesa, qualcosa spaventò i cavalli che trainavano il carro di Colombo, che - imbizzarriti - si lanciarono giù al gran galoppo, perché al conducente era impossibile trattenere quei cavalli in corsa, solo grazie al tempestivo intervento degli "indiani" e dei "cow boys" del circo furono evitati possibili gravi incidenti.
Una volta fermato il carro, lo sguardo di tutti gli astanti andò verso Colombo che - saggiamente - in tutta quella buriana era restato fermo sul carro, la ragazza spaventatissima aggrappata al suo collo.
Più tardi, Buffalo Bill scrisse una lettera a Tom per partecipargli orgogliosamente l'episodio, quando Tom la lesse disse a sua moglie:  domani sarò di nuovo in sella!
Penosamente, malgrado i forti dolori - che ancora lo tormentavano - il giorno dopo, Tom era di nuovo a cavallo.
Per inquadrare meglio la figura di Tom, bisogna sapere che, se oggi, i nomi di campioni come:  Michael Jordan, Mario Andretti, Babe Ruth sono immediatamente riconosciuti dalla americani, ai tempi di Bass i cavalli godevano di una fama simile ed erano considerati degli eroi dai ragazzini che sapevano perfettamente chi fosse: Rex McDonald, Lou chief o la razza Hambletonian.
Oltre Colombo,
 Tom aveva addestrato un'altro soggetto straordinario, la leggendaria giumenta Belle Beach. Erano trascorsi due anni dal terribile incidente, quando Tom seppe che Belle Morris, una ottima cavalla da show, aveva partorito una puledra morella con una stellina in fronte. Tom sapeva che quella puledra, figlia di un grande stallone

Belle Beach
om che fu costretto a ritirarsi. La puledra era nelle mani di Cyrus Clark che vent'anni prima si era oppostoalla assunzione di Tom per pregiudizio razzista, questi era socio Joe Potts - ora scomparso - il primo mentore dell'ex schiavo negro. Forest King era il frutto di una accurata selezione durata decenni, la trattativa fu lunga, ma Clark aveva stabilito un prezzo troppo alto per Tom che fu costretto a ritirarsi.  La puledra - a tre anni - fu acquistata da un capitano dell'esercito che cercava un cavallo da passeggio per la moglie per una cifra astronomica.
Pochi mesi più tardi, dopo che la - appena citata moglie - fu scaraventata attraverso una vetrata dalla dispettosa Belle Beach, il capitano svendette la cavalla - troppo nevrile per la signora - a Tom Bass. 
Belle Beach era di una sensibilita estrema, aveva movimenti eleganti ma impetuosi, Tom capì di trovarsi davanti un soggetto assai particolare, per tutto l'addestramento di base non usò frustino, speroni e frustone evitò persino i rimproveri ad alta voce, insomma la trattava con la delicatezza che si riserva ad una bambina che comincia a camminare e con l'attenzione e la cura e il trasporto che si ha per la ragazza del cuore.
Prima di cominciare l'addestramento superiore, Tom aveva già deciso: non voleva formare un altro cavallo vincente, voleva che Belle Beach fosse ricordata come la migliore cavalla da show di tutti i tempi.
Pertanto, continuò la preparazione mantenendo - se non il segreto assoluto - uno stretto riserbo.
Venne il giorno del debutto, come al solito - quando si trattava dei cavalli di Bass - l'attesa era grande.
"Tom Bass su Belle Beach" :  il pubblico pagante, si ammutolì, al piccolo galoppo, Belle Beach fece il suo ingresso con la sua caratteristica andatura leggera e aggraziata, fece un morbido alt al centro dell'arena e l'orchestra cominciò a suonare dolcemente, la giumenta si mise "a candela", e agitando in alto le zampe - con calma - fece il giro completo della cavallerizza...(era l'esercizio tentato con Colombo e che era stato causa dell'incidente) quando fu di nuovo al centro del maneggio, poggiò dolcemente a terra gli anteriori e cominciò lo spettacolo, da rimarcare un trotto spagnolo particolarmente riunito e brillante fatto anche all'indietro con giro completo della pista, il pubblico era impazzito, applausi a scena aperta...ad un tratto la cavalla si porta al centro dell'arena e si ferma all'unisono con la musica, Tom scivola giù dalla sella e si mette di fronte la sua bella giumenta.
La musica riprende, l'orchestra attacca: After the ball was Over un valzer assai popolare in quel periodo... MERAVIGLIA... la cavalla comincia a volteggiare a tempo di valzer assieme al suo addestratore - l'orchestra cambia ritmo e attacca : Turkey in the Straw, la "coppia", seguendo la musica, si esibisce in una scatenata quadriglia... contemporaneamente all'ultima battuta dell'orchestra, Belle Beach si inchina e saluta il pubblico che - allibito - applaude freneticamente, molti non credono ai propri occhi.
Belle Beach, divenne famosa, era considerata il miglior cavallo d'alta scuola d'America: la regina di Romania venne apposta a ST. Louis per vederla gareggiare, venne a controllarla perfino una delegazione partita apposta dalla Francia, alla fine della esibizione, il capo equipe disse: Mister Bass, we have not watched a horse perform. We have seen instead a wave of water.
Apro una parentesi, la traduzione di questo brano dovrebbe essere così: Signor Bass non abbiamo assistito ad un esibizione equestre, abbiamo visto... un onda d'acqua/un'ondata. Detta così, in Italiano la seconda parte della frase non ha senso, allora... secondo il mio manuale del piccolo traduttore, per rendere quella emozione, bisogna entrare in quel contesto e trovare un'empatia coi personaggi tale da interpretare il sentiment che questi provano e stracatafottenerse della fedeltà al testo, ecco come la vedo io:
Signor Bass, siamo stati travolti dalla vostra esibizione.


Come immagine introduttiva - ne convengo - è raccapricciante, l'ho messa perchè sono certo che voi che leggete siete adulti e vaccinati.
La verità - a volte/spesso - è dura, e, nella bellissima storia di Bass, nato schiavo, ci sono anche delle "sgradevolezze", sto per affrontare alcune di queste.
Per conto mio, preferisco affrontare la verità brutta e scomoda, piuttosto che una bella e confortevole bugia, spesso propinata dal commerciante, dal politico, dal mascalzone, dall'ippoesperto di turno per il loro tornaconto.
Tom aveva paura, aveva terrore del fuoco - a fatica - aveva nascosto, per tutta la vita, questa sua fobia che nacque quando - giovanissimo a Mexico City - andò a fuoco una grossa scuderia.

Tom, aveva partecipato alla catena fatta coi secchi d'acqua per tentare di spegnere l'incendio... troppo tardi !!
Il fuoco si era propagato anche agli stabili vicini e tutti i cavalli morirono bruciati vivi in quell'inferno.
La nauseabonda puzza di carne bruciata e i disperati nitriti di quei trenta cavalli, restarono per sempre impressi nella memoria di quel ragazzino che, quando ebbe la possibilità di avere una scuderia tutta sua, mise in atto le migliori misure anti incendio disponibili all'epoca... perfino le lettiere erano fatte con una speciale terra nera ignifuga, ma il destino volle che il fuoco lo colpisse ancora in maniera crudele, Colombo, il suo amatissimo grigio, nell'estate del 1910, morì - tra le fiamme - ad Augusta in Georgia.
Tom si incazzò come un negro, quando seppe delle circostanze nelle quali Colombo aveva trovato la morte.
Si incazzò come un picchio, quando scoprì che Buffalo Bill aveva venduto Colombo al "101 Wild West Show" dei f/lli Miller.
 Si incazzò come un toro miura davanti la muleta, quando venne a conoscenza che questi avevano dato in affitto il cavallo a dei saltimbanchi... in realtà - a quel tempo - la pratica di dare in affitto o in comodato un numero o un animale era una abitudine assai comune dei circhi per recuperare le spese della stagione morta. 
Tom di tutto ciò se ne strasbatteva i cabasisi, il suo cavallo: una leggenda vivente, protagonista di novelle e storie popolari, effigiato in migliaia di manifesti e fumetti, beniamino di grandi e piccoli era morto, aveva fatto una fine terribile per incuria e negligenza umana, ecco perchè Tom era irritato come una jena.
Poco tempo dopo, i fratelli Miller i proprietari del 101 Wild West Show, andarono da Tom per acquistare un sostituto di Colombo, l'avevano individuato in Louis A. - un castrone grigio assai simile fisicamente a Colombo - vincitore di "nastro azzurro" in ogni categoria.
Nessuno sa della conversazione intercorsa tra Tom Bass e i fratelli Miller, sappiamo che i fratellini rimasero stupiti del rifiuto di Tom alla stratosferica cifra da loro offerta per
Louis A. 
Con un pò di fantasia immagino il congedo che diede Tom ai Miller in quella circostanza:
cari fratelli Miller, emeriti imprenditori circensi di sta minchia, tutti i vostri soldi non bastano per comprare Louis A. non bastano nemmeno per comprare uno qualsiasi dei miei cavalli... non bastano neanche per comprare Mr.Potts il mio vecchio decrepito mulo; pertanto - cari Miller Brothers - vi ringrazio sentitamente per la vostra offerta ma ora: - portate i vostri flaccidi culi bianchi fuori da casa mia, e andatevene lietamente affanculooooooo !!
Per completezza dell'informazione, Louis A. fu venduto ad un giovane medico per una somma di molto ma di molto inferiore a quella offerta dai Miller.
Quell'anno Tom concluse la stagione degli show anzitempo, già aveva perso - a causa dell'incidente con Colombo - parte della presa della mano destra.
Come al solito, aveva promesso ad Angie che quello sarebbe stato l'ultimo anno di competizione.
Aveva, montato Belle Beach ai massimi livelli fino a quando questa aveva 24 anni ed era  ormai chiamata: La Regina madre, nel 1928,quando la giumenta venne ritirata dalle competizioni i giornali di New York dichiararono Tom Bass, il Fenomeno e Cavaliere Americano Emerito.
Nel 1931, all'età di 72 anni Tom Bass scese in pista per l'ultima volta.
Durante la competizione fu colto da un infarto, si riprese ma non completamente e comunque non montò più.
L'anno seguente, morì Belle Beach, Tom seguì la sua amata giumenta meno di un anno dopo.
Tom Bass, il piccolo schiavo, che mai avrebbe potuto gareggiare perché nero, l'uomo che parlava coi cavalli, che metteva il loro benessere prima del suo guadagno era morto, bianchi e neri lo piangevano.
Era stato amico di cinque Presidenti degli Stati Uniti ed aveva partecipato - a cavallo - a tre sfilate di insediamento presidenziale.
Dopo la sua morte, degli amici andarono a fare visita di condoglianze ad Angie, alcuni di questi tentarono di contare i nastro azzurro vinti da Bass in 50anni di carriera che erano custoditi nell'armadietto cinese di Angie.
Malgrado Tom ne avesse regalati tanti ai suoi amici come ricordo, la conta si fermò a 2000 e ne mancavano ancora qualche centinaio.
Voglio chiudere con l'elogio funebre per Tom Bass scritto da Will Rogers.
Tom if old Saint Peter is as wise as we give him credit for being, he’ll let you ride in on horseback and give those folks up there a great show.

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