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| Sua maestà a Cavallo: Laurent Franconi. |
Ormai Antonio Franconi è al massimo del successo, è proprietario di vari teatri in provincia, dopo aver girato mezzo mondo, ha stabilito la sua sede a Parigi nel Circo Olimpique, è vecchio e stanco, dunque cede lo stabilimento ai figli.
Il nome circo appare per la prima volta il 28 Dicembre 1807 perché - a causa di un decreto di Napoleone - fu vietato usare - per gli spettacoli quali erano quelli dei Franconi - la denominazione di teatro, ormai quelle forme di spettacolo si possono omologare al circo attuale come lo intendiamo noi: acrobati, pagliacci, animali feroci, animali sapienti, in particolare il cervo Coco e l'elefante Baba erano ammaestrati in maniera molto particolare.

Laurent e Henri, impararono l'arte equestre dal padre, il quale, certamente fu un buon maestro ma - dato il carattere - sicuramente dispensò amare frustate ai due suoi rampolli affinché i sacri principi dell'equitazione entrassero bene nelle loro testoline

Quasi cieco, Antonio morì il 6 Dicembte 1836, quasi centenario se si accetta la data di nascita del 1737, alla notevole età di 91 anni se ci si affida all'altra data, quella del 1746
Laurent, pur partendo - come suo fratello Henri - dalla specialità delle acrobazie a cavallo divenne un provetto cavallerizzo da alta scuola.
Henri era meno dotato per l'equitazione, era più portato per il teatro e le pantomime, si devono a lui tra il 1827 e il 1835 l'allestimento di colossal di grande pompa ispirati al classicismo greco-romano, all'esotismo ma anche a temi - all'epoca - di grande attualità lo si capisce dai titoli: La presa della Bastiglia, L'Impero e Cento Giorni, Murat, L'Elefante del Re del Siam, I Leoni di Mysore, il Passaggio delle Alpi di Annibale.
Henri, morì di colera nel 1849, suo figlio Adolphe seguì pari pari le sue orme: scarso a cavallo eccellente regista coreografo.
Chi raccolse il testimone della scienza equestre fu Victor, figlio di Laurent e di Catherine Cousy: bellissima donna e brillante cavallerizza.

Laurent, fu considerato uno dei più grandi cavallerizzi della sua epoca, benché la sua formazione fosse quella classica della Scuola di Versailles, per abilità e conoscenza, era paragonabile a Baucher e a d'Aure: a cavallo poteva fare di tutto.
Era apprezzato anche presso le istituzioni ufficiali, ecco cosa ci narra il barone de Vaux:
nel 1845, il Circo Franconi transitò per Saumur e il generale comandante la Scuola di Cavalleria mise a disposizione degli spazi delle proprie strutture per ospitare la carovana.
Laurent, doverosamente andò a presentarsi al cavallerizzo maggiore il comandante de Novital, baucherista convinto, questi - saputo che Laurent - montava a cavallo la mattina presto, pensò bene di restituirgli la visita presentandosi al circo in sella al suo grigio Ourphaly.
Dopo i convenevoli d'uso, Laurent invitò il comandante a provare Norma - la sua cavalla di punta a quell'epoca - questi, in quanto padrone di casa, rifiutò e pregò Franconi di montare Ourphaly.
Con un elegante balzo, Laurent montò in sella e si esibi in un brillante saggio d'alta scuola lasciando esterefatto Novital: lo stesso addestratore del cavallo.
Lo stesso barone agginge: Laurent Franconi preparava i suoi cavalli con una finezza tale che sembravano esser condotti solo con la posizione del cavaliere, gli aiuti erano invisibili.
Sua Maestà a Cavallo, con questo giustificatissimo nome Laurent Franconi è passato alla storia dell'Equitazione.




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