Ecco i ritratti dei grandi Maestri dell'Equitazione. Tra questi, due mie "scoperte": il negro Tom Bass, nato schiavo che - grazie ai cavalli e al suo talento - raggiunse una posizione di assoluto prestigio nell'America becera e razzista di fine 800, e il Comandante Rousselet, un autorevole cavallerizzo, che, 200 anni prima della moda dei "sussurratori", parlava con i cavalli.

giovedì 25 febbraio 2021

EQUITAZIONE DI CORTE

 Pur senza specifiche competenze, la maggior parte di noi sa benissimo cos'è la musica classica, la danza classica, la canzone classica napoletana.

Un cultore del jazz, distingue benissimo il periodo classico di questa musica dalle sue altre evoluzioni e diramazioni, lo stesso dicasi per l'amante dei Pink Floyd, sa perfettamente che il loro rock - che pur "spacca" (che bei ricordi!) - non è classico.
Gli storici dell'arte, della letteratura, dell'architettura hanno perfettamente delineato il concetto e i periodi "classici e neoclassici" delle discipline oggetto dei loro studi.

E' da un pò di tempo che tanti di coloro che si occupano di equitazione, fanno riferimento all'equitazione "classica" affermando di seguirne i principi e i metodi... dicono di praticare l'equitazione "classica".
Sviluppando la mia ricerca sull'evoluzione dell'assetto, mi son reso conto che la maggior parte di costoro parla a vanvera, hanno poche idee ma confuse sull'argomento.
Probabilmente, con "classico" si riferiscono alla equitazione accademica.



Come ho già scritto, tutto nasce dalla Equitation de Cour - equitazione di corte... un sollazzo per nobili debosciati.
Col tempo, la Equitation de Cour diventa Equitation Artistique ed infine Equitation Academique  perché - stranamente - quel tipo di equitazione si  svolgeva nelle academie e quì abbiamo a disposizione un enorme supporto dal generale Decarpentry che - ancor più stranamente - ha scritto un libro fondamentale: Equitation Academique, appunto.
Il titolo nell'intenzione dell'autore, vuol dire: Equitazione Superiore, ma, stranamente, l'aggettivo accademico significa anche:
  • inconcludente
  • convenzionale
  • retorico
  • sofistico
  • artificioso
  • inutile... appunto. 

Il Nostro elenca gli scopi del'equitazione accademica:

  • ripristinare la grazia e la naturalezza dei movimenti del lallo alterati dal peso e dai movimenti del cavaliere che ha in groppa.
  • regolarizzare le andature, imporre e mantenere la rettilinearità delle piste.
  • portare il cavallo, attraverso il progressivo sviluppo del ritmo e dell'armonia, alle arie di alta scuola.
  • Insomma, perfezionare la Natura con le raffinatezze dell'Arte, come disse - molto modestamente - in duca di Newcastle.
Decarpentry ne indica la data e il luogo di nascita: metà del 500 a Napoli e traccia la sua evoluzione che avviene in Francia e si impone nelle scuderie reali di tutta Europa, in particolare alle scuole di Versailles e di Vienna.
Quest'ultima è sopravvissuta, praticamente intatta, a tutte le vicissitudini storico politiche dell'Austria, mentre quella di Versailles fu distrutta dalla Rivoluzione, ripristinata nel 1815 per poi scomparire definitivamente nel 1830.
Le "scuderie reali" furono sostituite dalla Scuola di Cavalleria a Saumur, dove si cercò di riannodare il filo spezzato con la scuola di Versailles.
L'operazione non riuscì, perché i vecchi istruttori erano scomparsi, a Saumur arrivò soltanto il conte d'Aure, l'unico cavallerizzo di valore diretto discendente dalle Scuderie di Versailles.
Ma il conte era un innovatore piuttosto che un trasmettitore, gli altri sopravvissuti, come Rousselet e Cordier, avevano preso lezioni - nella loro gioventù - alla "Scuola Nazionale d'Equitazione di Versailles" fondata nel 1796 per "gli uomini di truppa"  dove gli istruttori provenivano dai ranghi subalterni delle eccellenze delle antiche "Scuderie Reali".
Nel mentre, irruppe Baucher che impose - coi suoi pregi e i suoi difetti - una nuova concezione di equitazione artistica.
Ma tutto era cambiato, la missione principale a Saumur era di mettere a punto definitivamente l'equitazione militare.
Gli ufficiali potevano praticare l'equitazione accademica solo a titolo privato e con i cavalli personali,
A tal proposito abbiamo l'esempio del generale L'Hotte che - come Capo Cavallerizzo della Scuola  - fu un fedele continuatore di d'Aure, mentre coi suoi lalli personali, affrontò le più alte difficoltà dell'Arte che il genio di Baucher aveva inventato, nell'ambito della tradizione di Versailles.
Il Generale dette corpo alla sua esperienza con le Questioni Equestri testo pubblicato postumo agli inizi del XX secolo, al quale l'equitazione moderna francese deve praticamente tutto.

Dunque, se proprio dovessimo definire il periodo classico dell'equitazione accademica, ci si dovrebbe riferire al lasso di tempo che va dal Grisone al La Gueriniere.
Stranamente, a Vienna, nel tempio dell'alta scuola equestre, si son conservati i principi e i metodi, racchiusi nella bibbia equestre di monsieur  François Robichon de La Guérinière.

Ma questa distinzione ha un valore esclusivamente storico temporale, l'eredità che ci ha lasciato quel periodo è superata, superatissima per l'equitazione corrente a cominciare dall'equilibrio richiesto ai lalli assolutamente inadatto al di fuori della "accademia".
Lo stesso Baucher, è diventato "classico" quando dovrebbe essere noto a tutti che fu un innovatore, uno sperimentatore, un rivoluzionario un "sanculotto" è stato riscoperto e messo in pratica nei lati più obsoleti/inutili: le flessioni a piedi, mentre non si mettono nel giusto risalto le sue scoperte più importanti:

  • mani senza gambe, gambe senza mani,
  • equilibrio orizzontale,
  • abbandono della briglia e uso del filetto,
  • la leggerezza ottenuta e mantenuta con la mobilità della mascella,
  • lallo davanti le gambe  e indietro la mano,
  • effetto d'assieme.
Come è giusto che sia, anche i suoi più diretti "discepoli" apportarono ragionevoli cambiamenti al suo metodo a cominciare da Raabe e Fillis 
per finire a JDO che dice:

Tutte le nuove scoperte aprono delle strade che saranno esplorate a poco a poco, attenersi religiosamente ai dettati iniziali significa non aver compreso l’importanza e le conseguenze della scoperta originale.

Sono famose anche le flessioni laterali di François Baucher.
È stato lui, e lui solo, che ha intuito e capito che il cavaliere, essendo padrone dell’incollatura, diventa padrone dell’anteriore del cavallo e che - padroneggiando questo - controlla anche il posteriore. Questa fu una scoperta prodigiosa che ha trasformato tutta l’equitazione.
In principio, Baucher cominciò con le flessioni a piedi e da fermo, poi dalla sella… ecc.
È ben evidente che, se per un miracolo, François Baucher tornasse tra noi, potremmo mostrargli molte nuove procedure diverse e migliori, che permettono di ottenere la decontrazione, l’elasticità, il controllo dell’incollatura e di tutto il treno anteriore.
Ma questo non sminuisce di una virgola l’importanza essenziale delle sue scoperte.
Tutti i progressi realizzati poco a poco che riguardano l’utilizzo del treno anteriore si sono sviluppati grazie al fatto che lui avesse aperto quella strada. A mio avviso, cominciare con le flessioni a piedi, non è il modo di fare del “Baucherismo”. Non bisogna copiare i gesti, è lo spirito che bisogna capire.

 minimi dettagli, l'equitazione classica quella di La Gueriniere, ma stranissimamente l'ha nomata: Akademiche Reikunst - Arte Equestre Accademica detta in inglese: Academic Art of Riding, appunto. 








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