Ecco i ritratti dei grandi Maestri dell'Equitazione. Tra questi, due mie "scoperte": il negro Tom Bass, nato schiavo che - grazie ai cavalli e al suo talento - raggiunse una posizione di assoluto prestigio nell'America becera e razzista di fine 800, e il Comandante Rousselet, un autorevole cavallerizzo, che, 200 anni prima della moda dei "sussurratori", parlava con i cavalli.

mercoledì 6 gennaio 2021

FEMMINA O MASCHIO ?

 

venerdì 2 ottobre 2020

Fateci caso, anche quando è femmina, il cane ha qualcosa di mascolino.  Qualcosa di virile. Può darsi che ciò sia dovuto alla sua rudezza, alla sua aggressività, o forse per esser - come l'uomo - "cacciatore". 

    

    Attaccar briga, uccidere, abbuffarsi, chiavare e dormire sono i suoi interessi, ma, basta fargli qualche carezza e lo vediamo sciogliersi, agitare la coda, sbavare, mettersi a panza all'aria per sottomettersi e avere le coccole.                                                                                                  In altre parole, si comporta esattamente come la maggior parte degli uomini... come un'emerita testa di cazzo! E questo le donne lo capiscono fin da bambine.

Per il gatto, la situazione è inversa: anche quando è maschio, il gatto è femminile: untuoso, sensuale, coccoloso... ma anche: infedele, egoista, ipocrita, ingrato, l'esatto contrario del cane che contempla tutte le virili virtù : altruismo, fedeltà, franchezza riconoscenza.              E' una vecchia comparazione letteraria, tra l'altro il gatto è  l'animale preferito dagli intellettuali, ma, anche dalla "vox populi", che come sappiamo è "voce di Dio", il gatto è indicato come l'espressione di tutto ciò che è intimamente femminile.                                      

Sbagliatooooooooooooooooooooo: il gatto non è delicato, non è tenero, non è dolce. Come il cane, il gatto è un carnivoro, un assassino, un predatore, un maschio... una testa di cazzo, appunto.
La femminilità, nel regno animale, bisogna andare a cercarla altrove, tra gli erbivori.        Gli arabi è "da mò" che l'hanno capito, infatti, Catherine Bastide, nella prefazione di 
scrive: "... se in occidente la femmina è rappresentata dal gatto, in oriente è rappresentata dal cavallo".                            
Nella sublime poesia araba, il poeta - pudicamente - rivolge le sue parole appassionate, destinate alla bella amata, al suo cavallo che - veloce - lo porta al lieto consesso d'amore.                                          In altre parole, esterna all'animale che monta il fuoco del suo desiderio pensando a colei che spera di poter al più presto montare... ma guarda un pò: Che mascolina delicatezza!
Apro una parente: "A partire dal termine “montare”, l’atto sessuale può essere la rappresentazione fisica di una CAVALCATA e viceversa. L’idea del cavaliere è il possedere tenendo e gestendo il cavallo, sottomettendolo, portandolo ad espressione del proprio potere. Dietro una cavalcata c’è quel desiderio di comando e di libertà ricercato consciamente ma al contempo, qualcosa di più profondo e inconscio viene messo in essere. Esso è il desiderio del dominio che il cavaliere esercita sul cavallo, che l’uomo esercita sulla donna durante l’atto erotico." Chiudo la parente.
Dunque, come constata Michel Tournier nel suo libro:
"il cavallo è il più femminile tra tutti gli animali" , a cominciare dal suo aspetto, innanzitutto, per il suo posteriore, per la sua groppa, per le sue chiappe che 
offrono - precisa Tournier - la  doppia qualità rarissima/impossibile da trovare negli umani, cioè di essere contemporaneamente grandi, enormi e sode, dure!!  ACCONTENTIAMOCI!

Altre caratteristiche fisiche ippofemminee sono: la criniera, la capigliatura, gli occhi "innamorati", le gambe da etoile e i talloni alti... naturali nei lalli, artificiali nelle donne... sapete perché le donne mettono il tacco sedici pur essendo alte un metro e ottanta? Ce lo dice Desmond Morris nel suo:

  •  "lo strumento più diffuso per far risaltare il culo femminile sono le scarpe col tacco alto. Questo genere di calzature distorce la camminata delle donne in maniera tale che i glutei sono spinti più in alto e più in fuori del normale, e, più del normale, oscillano quando la loro proprietaria è in movimento. Anche senza queste esagerazioni, ancor oggi le natiche rappresentano uno dei punti più erotici del corpo femminile..."
Queste somiglianze fisiche sono evidenti, per parte mia, insisto sulle similitudini psichiche tra lallo e donna che sono ben più numerose e inquietanti.

Se dovessimo definire il comportamento del lallo, gli aggettivi più ricorrenti e descrittivi sono: istintivo, emotivo, irrazionale, imprevedibile, incontrollabile, capriccioso, ipersensibile, impressionabile.
Questa gamma di aggettivi, è racchiusa in una sola espressione:  comportamento uterino, cioè comportamenti considerati (da parte maschile) tipicamente femminili, dunque, dettati dall'utero organo esclusivamente femminile.
Alla stessa maniera, il comportamento isterico cioé un comportamento fuori controllo, fa riferimento ancora alla parola greca ystera, utero, appunto.
Una volta, in un forum, feci questo parallelismo tra la natura del lallo e il comportamento uterino... e si scatenò l'iradiddio, infatti, il Nostro ce lo dice chiaramente

... sia la donna che il cavallo hanno tutto "a fior di pelle", sempre pronti a scattare, a precipitarsi, a farsi prendere dal panico, ad esplodere, a scappare, a ritirarsi, a cambiare atteggiamento.
Comportamenti incomprensibili per l'uomo che è goffo e maldestro ma più diretto.
Cacciatore, guerriero, assassino, stupratore, il maschio dell'homo sapiens è combattivo "come un toro", aggressivo "come un lupo", brutale, esibizionista, sfacciato, chiassoso, vanitoso, grossolano... (devo continuare?)...

Riprendo da dove ho cominciato: si può essere  amico del proprio cane ma non del proprio cavallo, alla stessa maniera, non ci può essere una vera amicizia tra l'uomo e la donna. Quelli o quelle che pretendono di dimostrare il contrario o sono in malafede o non sanno di cosa parlano.
La relazione tra l'uomo e il cavallo e tra l'uomo e la donna non può essere che una relazione d'amore. 
A cosa aspira il cavaliere?
A comprendere il proprio animale, a interpretarlo, a creare un binomio, a formare una coppia, a diventare un tutt'uno con esso, appunto. Con la donna? Uguale! Dove sono 
le differenze?

Loso loso, questo ragionamento fa andare in bestia le femministe, anche quelle più moderate, allora sarò ancora più esplicito: Armelle Le Bras-Clopard nel suo: 
scrive: "... il nostro proposito non è di riprendere a denunciare la dominanza maschile e piangere su la sorte della femmina oggetto (... in effetti la donna non lo è più), è vero, dapprima le donne furono così trattate, per assumere poi ad uno status di animale domestico difficile da "addestrare" a causa del suo carattere ribelle che ha fatto della donna, come del cavallo, la più bella conquista dell'uomo." Non avrei potuto scrivere meglio!

Ho studiato la bibbia, i testi antichi, quelli classici, gli autori moderni, cronache più o meno spicciole, e ho constatato di non essere certamente il primo a trovare le somiglianze tra il cavallo e la donna ma credo - sicuramente di essere il primo - ad aver raccolto un mucchio di prove a riguardo.
Ho scoperto - con stupore - che i miei primi timidi accostamenti tra donna e cavallo, non erano niente di fronte alla comparazione  che tante donne avevano la sfacciataggine di fare tra l'uomo e lo stallone. tra il maschio a due gambe e il maschio a quattro zampe.
Molte esternavano, senza alcuna vergogna, i sentimenti, le sensazioni che l'animale aveva scatenato nelle loro teste, nei loro cuori... o tra le loro cosce.
In effetti, siamo di fronte ad un monumentale paradosso: il cavallo, una creatura così intimamente femminile, è ugualmente il simbolo della virilità, del vigore sessuale, della potenza erotica, della foga amorosa, dell'esuberanza sessuale maschile.
Quattro secoli avanti Cristo, Aristotele nella sua: 
scriveva: "... 
 dopo gli uomini, i maschi e le femmine più disposti ai rapporti sessuali, sono i cavalli."
In ogni caso, effeminato e/o virile, il cavallo è l'animale più sessuato, il più sessualmente connotato, il più erotico del creato....

Ai giorni nostri, è difficile, impossibile sviluppare questi concetti senza passare per un bieco maschilista, per un orribile fallocrate, per un vecchio sporcaccione.
Da sempre, senza ritegno, ho proclamato il mio amore per le donne e il mio amore per i cavalli... per quest'accostamento mi prendevano per matto, ma passi!
Ma, quando aggiungevo: "... d'altronde non sono la stessa cosa?"
Orrore! Sacrilegio! Si scatenavano le erinni, la cosa più gentile che mi auguravano era la castrazione, ... questa verità non la si può dire, infatti... 
L'altro giorno (28 Settembre 2000) fui invitato a parlare di cavalli in una stazione radio, Kriss, la bella conduttrice: curiosa, astuta, intelligente mi chiede: "perché  dedica tanto tempo ai lalli? Perché - per loro - scrive libri, compila antologie, organizza eventi e spettacoli?
D'accordo, lei li ama. Ma perché li ama? Perché li ama fino a questo punto?
La mia risposta: per puerilità, tutti i bambini amano i cavalli.... tutti i cavalli sono come dei bambini: sinceri, innocenti, freschi; io son rimasto un pò bambino, ecco perché amo i cavalli.
Kriss è una furbacchiona, non era affatto convinta, aveva perfettamente capito che non dicevo la verità.
Ma, mossa a pietà, passò ad un altro argomento.
Mi sentii sollevato, se avesse insistito sarei stato costretto a dire che quello che mi piace nei cavalli è quello che mi piace nelle donne: la femminilità.

Allora, dopo aver studiato a lungo la questione e dopo una quindicina d'anni passati a scavare nelle biblioteche ad esplorare la letteratura  di ogni luogo e di tutti i tempi, sono giunto a questa conclusione: il cavallo è l'animale dell'Amore."
Eros et hippos. 
Un tema universale che ricorre permanentemente in quei quindici anni di ricerche, lo testimoniano: poemi, canzoni, romanzi, commedie, proverbi per non parlare della relativa iconografia.

Per concludere, faccio mio l'antico detto arabo (ancora loro) che così recita:
Il Paradiso in terra si trova sul dorso di un cavallo,
tra le pagine di un libro, 
oppure tra i seni di una donna..

Questo paradiso è ancora aperto (offerto) a tutti. Dio, non ci ha ancora cacciato dall'Eden... approfittiamone. 

Gran parte di questa pagina è tratto dalla prefazione di Jean-Louis Gouraud al suo libro: "Il Cavallo è una femmina come tutte le altre" dove affronta il tema. Appunto.

















Con l'occasione vi segnalo, dello stesso autore:














Che io sappia, in italiano c'è solo un testo che - sia pure in maniera molto sfumata - affronta lo stesso argomento, questo:

vi dedicai un post... PASSIONE DI DONNE.


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