Ecco i ritratti dei grandi Maestri dell'Equitazione. Tra questi, due mie "scoperte": il negro Tom Bass, nato schiavo che - grazie ai cavalli e al suo talento - raggiunse una posizione di assoluto prestigio nell'America becera e razzista di fine 800, e il Comandante Rousselet, un autorevole cavallerizzo, che, 200 anni prima della moda dei "sussurratori", parlava con i cavalli.

sabato 2 gennaio 2021

ASSIOMI

 

venerdì 17 aprile 2015

L'assioma di L'Hotte?

Ho rivoluzionato la grafica di questo blog perché rileggendo la "bibbia" di La Gueriniere, mi sono imbattuto in questo passo:

 "... poiché i cavalli obbediscono solo per paura delle punizioni, gli aiuti non son altro che un avvertimento per l'animale, che sa - che se non si sottomette alla loro azione - sarà inesorabilmente punito".

Praticamente, il signore de La Gueriniere esprime - duecento anni prima  - lo stesso concetto di L'Hotte,  anche se il Generale è di una chiarezza estrema, spietata, quasi brutale.

"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente per evitare il dolore, rispondendo ai segnali che precedono l'uso di strumenti che possono provocarlo e che - all'occorrenza - lo produrrebbero fino a costringerlo all'obbedienza".

Le citazioni - coincidenti - appartengono a due personaggi enormi della storia dell'Equitazione, dunque, è legittimo supporre che - forti della loro competenza e della loro esperienza - abbiano formulato un assioma: s. m. [dal lat. tardo axioma -ătis, gr. ἀξίωμα -ατος der. di ἄξιος «degno»] (pl. -i). – Nel linguaggio com., verità o principio che si ammette senza discussione, evidente di per sé. In filosofia, principio certo per immediata evidenza e costituente la base per l’ulteriore ricerca.
Dall'avvento del "lallismo", si tende a nascondere, a camuffare, a mistificare questa realtà, questa verità.
A tal proposito, mi piace riportare alcuni elementi di una discussione avuta con due amici sull'argomento.
Sono opinioni di due persone competenti ed appassionate ma di diverso approccio all'equitazione, esponenti - a loro modo - della nuova linea "lallista":
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Alessandro:
La versione di Gueriniere non la condivido al 100% come assioma (ritengo che sia, per ora, una fondata ipotesi, una congettura, non un assioma) ma se la tua traduzione è fedele la condivido di più dell'assioma L'Hotte; si parla genericamente di punizioni, non di dolore e di mezzi che possono provocare un dolore non sopportabile, che "costringe all'obbedienza". 
L'assioma di L'Hotte è, per vari versi, peggiorativo; non è una critica, potrebbe semplicemente essere più onesto e più sincero; io continuo a sperare che qualcuno di quelli bravi possa smentirlo. Con fatti, non con le debolissime critiche di chi, come me, non può dimostrare con i fatti una beata minchia.

Massimo:
Il dolore o castigo nudo e crudo può essere mitigato dall'intelligenza (arrivare allo stesso risultato più gradatamente, meno bruscamente, cosa che porta anche ad avere un cavallo meno rigido nei movimenti, è vero) ma la realtà di Gueriniere e L'Hotte non è smentibile, non se vogliamo presentare in campo gli stessi risultati di quei due. Se invece non ci importa di raddrizzare asimmetrie o di presentare un addestramento completo su qualunque cavallo, ma solo qualche figura di base e magari fatta solo sui cavalli che possono eseguirla, rinunciando sugli altri, allora son valide tutte le teorie che non impongono nulla di "spiacevole" all'animale (ma anche qua, non ho ancora visto nessuno che davvero non imponga nulla, nemmeno quelli che dicono di non farlo).

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