Ecco i ritratti dei grandi Maestri dell'Equitazione. Tra questi, due mie "scoperte": il negro Tom Bass, nato schiavo che - grazie ai cavalli e al suo talento - raggiunse una posizione di assoluto prestigio nell'America becera e razzista di fine 800, e il Comandante Rousselet, un autorevole cavallerizzo, che, 200 anni prima della moda dei "sussurratori", parlava con i cavalli.

mercoledì 28 ottobre 2020

La staffa.

 

Una storia della staffa secondo il prof. Conterno.
L'ha pubblicata il colonnello Angioni in un forum equestre, trovate il breve trattatello cliccando il  titolo.

Il prof  Conterno si domanda: "come mai una invenzione così relativamente semplice non sia stata fatta dai civilissimi etruschi, greci e romani? ".
Per darsi una risposta, il Nostro ipotizza che l'invenzione fu fatta nell'antichità, ma le  prove non ci sono giunte perché il materiale con il quale erano costruite le staffe si è dissolto col passare dei secoli, ma, stranamente: morsi, speroni e ipposandali hanno superato indenni le ingiurie del tempo e dimentica che abbiamo innumerevoli rappresentazioni iconografiche di cavalieri dei detti periodi e in nessuna di queste viene rappresentata la staffa.
Inoltre, gli storici hanno ben descritto i problemi che avevano gli antichi ad usare il lallo senza staffe... Xenophon descrive mirabilmente la tecnica per montare senza staffe e i romani - come sempre razionali e pragmatici - avevano previsto, lungo le vie consolari, dei "sedili" da usare come  sgabello per salire a cavallo.

Bassorilievo etrusco.

Vaso greco.

Marco Aurelio

Come vedete anche un imperatore romano andava senza staffe!
Il cavaliere antico montava su una comoda "sella" senza arcione, in realtà, era un "materassino" fatto di stoffa o di pelli, ma è assai probabile che si usassero, specialmente per donne e uomini anziani, dei seggi da occupare con le gambe messe da un lato mentre la bestia era condotta da un palafreniere.
Dunque, il cavaliere antico usava la sella, il frustino, il morso e gli speroni ma non aveva staffe.

Il prof, Conterno afferma che :
Se si vuole tirare con l’arco a cavallo, come facevano così bene gli Unni bisogna avere punti fissi e non seguire l’andamento del cavallo al galoppo. Con le staffe infilate, lasciando la cavalcatura sciolta e stando ritti, con le gambe quasi tese, ci si porta ad una distanza costante dal terreno e di conseguenza anche l’arco teso.
L’unno armonizzava il movimento del cavallo, manteneva fissa la punta della sua freccia sul bersaglio... e, poteva magari ruotare in tutte le direzioni, ma... solo con l’ausilio della staffa; si va via lisci, provare per credere!


Pare che questo bassorilievo lo contraddica:



Ma non solo, in tempi vicinissimi a noi, anche i pellerossa cacciavano bisonti e si facevano la guerra a cavallo senza staffe, vediamo come li dipinse Catlin:



 Remigton:


 Stanley:

Ed eccoli in foto:

Naturalmente, per cacciare e combattere senza staffe, bisognava essere dei cavalieri provetti e i pellerossa lo erano, eccome!
Ma anch'essi, appena possibile, adottarono le staffe per la semplice ragione che l'introduzione di questo manufatto, ha rivoluzionato la "arte della guerra" al pari dell'invenzione della polvere da sparo.

Xenophon descrive nei minimi particolari la tecnica per montare a cavallo senza staffe, praticamente è la stessa che vedete nel seguente video, solo che nella mano sinistra, il cavaliere ateniese teneva anche la lancia piantata a terra come ulteriore appoggio:

Dunque, è assodato che gli antichi greci e romani non conoscevano la staffa, ma sarebbe sbagliato dire che che da altre parti la staffa non esistesse o almeno non fosse in gestazione.
A quanto pare, il più antico riferimento "certo" alla staffa lo si è trovato in India (I° secolo d.C.); 
si tratta di un vaso di ottone intarsiato dove son raffigurati dei cavalieri che montano coi piedi appoggiati su delle larghe cinghie pendenti.
Questo non esclude che tra i popoli equestri dell'Asia, la staffa fosse conosciuta anche da prima di quella datazione.

Ora tentiamo di dare una risposta del perché in occidente si è ignorato il "problema" della staffa per tanto tempo, e si è dovuto aspettare che i "barbari" orientali lo risolvessero.
Abbiamo un forte indizio, ce lo offre il Principe ateniese affrontando un altro argomento, quello della sella.
Probabilmente, i greci presero dai persiani l'usanza di collocare sul dorso dei cavalli dei tappeti imbottiti che poi si trasformarono in qualcosa che anticipa le selle moderne con l'introduzione di elementi in legno che davano un ulteriore supporto al cavaliere.
Ebbene, Senofonte - che era un ipparco (un generale di cavalleria) - giudica quasi scandalosa una simile "comodità": hanno più coperte sui loro cavalli che sui loro letti, perché a loro non importa di esser solidi a cavallo, ma di stare mollemente seduti!
E' la dimostrazione della tipica mentalità militare retriva ad ogni cambiamento, legata al formalismo più vacuo, conservatrice fino alla stupidità.
Qual'era il motto del colonnello Buttiglione? 
Un ufficiale non si arrende mai nemmeno di fronte all'evidenza.
Infatti, ci sono ancora "marmittoni" che predicano il "sistema" in purezza anche se l'evidenza e i risultati ci dicono che è stato superato da decenni.

Ecco, siccome in occidente il lallo era di quasi esclusiva pertinenza dei militari, può darsi che la ragione della ritardata adozione delle staffe, sia dovuta alla loro rigidità mentale-

Tutto questo, e molto altro ancora, lo trovate ne:
Il Cavallo nell'Antichità - Paul Vigneron - Sugar ed. 1987

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.