Ecco i ritratti dei grandi Maestri dell'Equitazione. Tra questi, due mie "scoperte": il negro Tom Bass, nato schiavo che - grazie ai cavalli e al suo talento - raggiunse una posizione di assoluto prestigio nell'America becera e razzista di fine 800, e il Comandante Rousselet, un autorevole cavallerizzo, che, 200 anni prima della moda dei "sussurratori", parlava con i cavalli.

sabato 2 gennaio 2021

LA "MONTA ITALIANA"

 

venerdì 9 settembre 2011


La monta italiana - Monta (i vari stili)


 Detta di "brutto muso", Caprilli praticava la monta inglese, questo fatto è incontestabile: - andava a caccia, partecipava alle corse in piano (nate in Inghilterra), agli steeple-chase e al salto ostacoli (col vecchio stile): naturalmente trottava all'inglese, ed usava selle inglesi e quando andava a cavallo in borghese vestiva all'inglese.


Ora - per capirci - bisogna definire che minchia è la  "monta": - "un insieme di principi equestri coerenti tra di loro che teorizzano i vari tipi di equitazione" (Questioni - L'Hotte), ad esempio: monta sportiva,  monta di scuola, monta da lavoro, monta militare che a loro volta si possono suddividere in: monta sportiva, da s.o. da dressage, di completo, da polo, per lo stleeple, ecc.
monta di scuola: - bassa scuola, alta scuola, scuola circense.
monta da lavoro: monta maremmana, monta vaquera, monta uestern, ecc.
Queste sono le "monte di base", potremmo dire anche "discipline equestri" di base, oggi, da queste basi, si sono sviluppate una caterva di pseudo monte più o meno competitive che volutamente lascio perdere.

Dunque, se questa premessa è vera, ed è vera, monta inglese e monta sportiva sono sinonimi, sono la stessa cosa.
Siccome il salto ostacoli è uno sport equestre, deriva direttamente dalla "monta inglese" concettualmente e geograficamente.
Ora è fuori discussione che a tutt'oggi si monta in s.o. secondo i principi di Caprilli, pur con diverse interpretazioni e differenti stili, anche i francesi, così sciovinisti,  devono ammetterlo.
Il s.o. - come tutti gli sport - è in continua evoluzione, facciamo un parallelo tra il s.o. e il "salto in alto" disciplina del'atletica leggera.
1912  - Il primo uomo a saltare i due metri fu Horine con lo "scavalcamento costale": 
George Horine.

La tecnica cambiò per merito di Albritton che inventò lo "scavalcamento ventrale: con questo stile, Vladimir Yashchenko raggiunse i metri 2,35
David Albritton
Infine, Fosbury inventò lo "scavalcamento dorsale"; che fu una rivoluzione paragonabile a quella caprilliana, questo è lo stile attualmente usato che ha permesso al cubano Javier Sotomaior di stabilire l'attuale record di salto in alto che è di metri 2,45.

Dick Fosbury

Vediamo il percorso del salto ostacoli nell''equitazione.

Vecchia maniera: - 


Alla fine dell'ottocento in Francia usavano il "filer", durante la parabola si lasciavano le redini...era già qualcosa!


Infine il "Sistema Naturale di Equitazione", quello inventato da Caprilli e che è ancora valido attualmente come principi ma che è stato integrato e modificato da francesi e tedeschi che infatti - da 50anni ci battono con una mano sola.

Piero D'Inzeo: - il "più bel cavaliere" di tutti i tempi.
Dunque, come si vede si tratta di evoluzioni tecnico sportive, nel caso di Caprilli il discorso fu più ampio perchè coinvolgeva l'equitazione militare che - per ironia della sorte - in quello stesso periodo - cominciò il suo declino, presto andrà in pensione.
Come e dove nacque il s.o. ?
Alla metà dell'ottocento, in Inghilterra, la caccia a cavallo era uno sport assai in voga, i grossi commercianti di cavalli, approntavano nelle loro scuderie, degli spiazzi dove era collocati degli ostacoli che richiamavano quelli che si trovavano in campagna per far provare i lalli  ai loro ricchi clienti.
Ben presto, questa esigenza commerciale si trasformò - gradatamente - in uno sport con regole ben precise dove i nomi degli ostacoli hanno conservato quelli di origine: passaggio di sentiero, cancello, muro, rustico, fosso ecc.
Dunque - da quanto detto finora - la monta inglese e il s.o. esistevano prima che Caprilli codificasse il suo sistema, inoltre c'è da dire che - per il superamento degli ostacoli - la situazione era molto articolata, in pratica c'era l'equitazione di scuola e quella militare che sul salto avevano rigide regole dettate da rigide puttanate; poi c'era l'equitazione civile (aristocratica) che era più elastica ed infine c'era l'equitazione "plebea" - di cui nessuno parla - che probabilmente saltava col "sistema" prima che Caprilli lo inventasse, sicuramente i grooms irlandesi praticavano la "ceduta"sul salto ma essendo - quelli - plebaglia, quello stile non era neanche preso in considerazione dai militari e dai nobili, un pò come per l'ippica quando dall'America si importò lo stile

Lanfranco Dettori.

Fred Archer sul mitico Ormonde.
di monta in corsa moderno, infatti, Lord Beresford fece venire dall'America Tod  Sloan che fu il maggior responsabile dell'introduzione della "monta americana" in Europa, questa monta "scimmiesca", così era chiamata inizialmente dai suoi detrattori, fu inventata dai fantini negri, (F. Tesio)sia come che sia, nessuno - da molti decenni - chiama "monta americana" quella posizione.
Tod Sloan

Questa posizione è chiamata anche : - "martini glass position".
coppetta martini
Credo che il "Sistema" di Caprilli  - durante il fascismo - venisse chiamato: "monta italiana" per ovvie ragioni nazionalistiche, pertanto, ho il leggerissimo sospetto che dire : "monta italiana" è riesumare stantie abitudini del "ventennio", inoltre, quel: -  "Erroneamente chiamata Monta Inglese" è uno smaccato spregio alla "perfida Albione", appunto.
Comunque, se "monta italiana" è una forzatura", quel:  "Erroneamente chiamata Monta Inglese" esibito nel "Forum dedicato al cavallo che vanta innumerevoli tentativi di imitazione!!!"  è una enorme puttanata come appena dimostrato.
Ma a proposito di Caprilli ho trovato una "chicca", un articolo di Luigi Gianoli dove - tra l'altro - si legge... si leggerà/leggerete il tutto in: "monta italiana 2".

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