venerdì 9 settembre 2011
La monta italiana - Monta (i vari stili)
Detta di "brutto muso", Caprilli praticava la monta inglese, questo fatto è incontestabile: - andava a caccia, partecipava alle corse in piano (nate in Inghilterra), agli steeple-chase e al salto ostacoli (col vecchio stile): naturalmente trottava all'inglese, ed usava selle inglesi e quando andava a cavallo in borghese vestiva all'inglese.


Ora - per capirci - bisogna definire che minchia è la "monta": - "un insieme di principi equestri coerenti tra di loro che teorizzano i vari tipi di equitazione" (Questioni - L'Hotte), ad esempio: monta sportiva, monta di scuola, monta da lavoro, monta militare che a loro volta si possono suddividere in: monta sportiva, da s.o. da dressage, di completo, da polo, per lo stleeple, ecc.
monta di scuola: - bassa scuola, alta scuola, scuola circense.
monta da lavoro: monta maremmana, monta vaquera, monta uestern, ecc.
Queste sono le "monte di base", potremmo dire anche "discipline equestri" di base, oggi, da queste basi, si sono sviluppate una caterva di pseudo monte più o meno competitive che volutamente lascio perdere.
Dunque, se questa premessa è vera, ed è vera, monta inglese e monta sportiva sono sinonimi, sono la stessa cosa.
Siccome il salto ostacoli è uno sport equestre, deriva direttamente dalla "monta inglese" concettualmente e geograficamente.
Ora è fuori discussione che a tutt'oggi si monta in s.o. secondo i principi di Caprilli, pur con diverse interpretazioni e differenti stili, anche i francesi, così sciovinisti, devono ammetterlo.
Il s.o. - come tutti gli sport - è in continua evoluzione, facciamo un parallelo tra il s.o. e il "salto in alto" disciplina del'atletica leggera.
1912 - Il primo uomo a saltare i due metri fu Horine con lo "scavalcamento costale":
| George Horine. |
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| David Albritton |
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| Dick Fosbury |
Vediamo il percorso del salto ostacoli nell''equitazione.
Vecchia maniera: -
Alla fine dell'ottocento in Francia usavano il "filer", durante la parabola si lasciavano le redini...era già qualcosa!
Infine il "Sistema Naturale di Equitazione", quello inventato da Caprilli e che è ancora valido attualmente come principi ma che è stato integrato e modificato da francesi e tedeschi che infatti - da 50anni ci battono con una mano sola.
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| Piero D'Inzeo: - il "più bel cavaliere" di tutti i tempi. |
Come e dove nacque il s.o. ?
Alla metà dell'ottocento, in Inghilterra, la caccia a cavallo era uno sport assai in voga, i grossi commercianti di cavalli, approntavano nelle loro scuderie, degli spiazzi dove era collocati degli ostacoli che richiamavano quelli che si trovavano in campagna per far provare i lalli ai loro ricchi clienti.
Ben presto, questa esigenza commerciale si trasformò - gradatamente - in uno sport con regole ben precise dove i nomi degli ostacoli hanno conservato quelli di origine: passaggio di sentiero, cancello, muro, rustico, fosso ecc.
Dunque - da quanto detto finora - la monta inglese e il s.o. esistevano prima che Caprilli codificasse il suo sistema, inoltre c'è da dire che - per il superamento degli ostacoli - la situazione era molto articolata, in pratica c'era l'equitazione di scuola e quella militare che sul salto avevano rigide regole dettate da rigide puttanate; poi c'era l'equitazione civile (aristocratica) che era più elastica ed infine c'era l'equitazione "plebea" - di cui nessuno parla - che probabilmente saltava col "sistema" prima che Caprilli lo inventasse, sicuramente i grooms irlandesi praticavano la "ceduta"sul salto ma essendo - quelli - plebaglia, quello stile non era neanche preso in considerazione dai militari e dai nobili, un pò come per l'ippica quando dall'America si importò lo stile
| Lanfranco Dettori. |
| Fred Archer sul mitico Ormonde. |
Tod Sloan
| Questa posizione è chiamata anche : - "martini glass position". |
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| coppetta martini |
Comunque, se "monta italiana" è una forzatura", quel: "Erroneamente chiamata Monta Inglese" esibito nel "Forum dedicato al cavallo che vanta innumerevoli tentativi di imitazione!!!" è una enorme puttanata come appena dimostrato.
Ma a proposito di Caprilli ho trovato una "chicca", un articolo di Luigi Gianoli dove - tra l'altro - si legge... si leggerà/leggerete il tutto in: "monta italiana 2".








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