sabato 20 agosto 2011
Lucio Lami
Solo le foto inedite contenute nel libro valgono il prezzo di copertina, vediamo Caprilli : intrepido cavaliere, esperto cavallerizzo di tradizione classica e perfino in funzione di "innovativo dolce domatore naturale"... alla faccia dei "nuovi maestri"!!
Sono anni che non compro libri equestri italiani, ma per Lucio Lami - eccellente penna e vero "uomo di cavalli" - ho fatto un'eccezione.
Trent'anni fa acquistai, la sua "Tavola Rotonda", e conservo gelosamente: - "Quando l'Italia andava a Cavallo" libro che mi fu regalato da un amico che da tempo non c'è più, naturalmente posseggo quasi tutti i libri delle edizioni - L.L.

Caprilli e L'Hotte, due personaggi "immensi" dell'equitazione di ogni luogo e di tutti i tempi, così diversi così uguali, a cominciare dal fatto che il Generale era probabilmente/molto probabilmente omosessuale e Caprilli sicuramente uno "sciupafemmine", uno che faceva concorrenza - in quanto a conquiste amorose - nientemeno che a Gabriele D'Annunzio.
Il Generale sapeva della "rivoluzione" caprilliana, forse, se fosse vissuto qualche anno in più ne avrebbe parlato nel suo "Officier".
Trovo il libro di Lami fantastico, sopratutto per l'indagine sulla "Bella Epoque"... l'analogia col periodo che abbiamo appena vissuto/che stiamo vivendo è sorprendente !
100 anni fa "ballavano" e godevano sull'orlo del precipizio, sapevano che il baratro c'era ma si rifiutavano di guardarlo, fino a quando vi caddero dentro: scoppiò la "Grande Guerra" con sanguinosissime conseguenze.
3 anni fa, "ballavamo" e godevamo, è scoppiata la crisi con "sanguinosissime" conseguenze.
In particolare, il governo italiano - fino a poche settimane fa - ha negato la crisi che riguardava gli "altri" e ci invitava a "ballare" e a godere e a spendere: - "...il nostro sistema è solido, noi abbiamo resistito, noi stiamo meglio degli altri, il peggio è passato"...questo dicevano Tremonti e Berlusconi; salvo che - inevitabilmente - siamo dovuti "entrare anche noi in guerra": - manovra da 90 miliardi fatta di corsa - che non basterà - con Berlusconi col "quore" e il portafoglio sanguinanti perchè prima o poi sarà necessaria la patrimoniale !!29/02/2015
Lucio Lami - nel frattempo - se ne è andato, una grande perdita per la cultura italiana non solo equestre; la patrimoniale non c'è stata, hanno pagato come al solito i poveracci che si sono impoveriti mentre i ricchi son diventati più ricchi, al posto di Berlusconi abbiamo Berluschino che ci sta riempiendo la testa di chiacchiere e distintivo.... quello della DC, purtroppo nel Bel Paese - malgrado Grillo e Tsipras - moriremo democristiani...
Fanculo!
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Sono andato a visitare il sito di L.L. e ho trovato questo:
La posta di Lucio Lami
A proposito del libro su Caprilli
Caro Lami.
Grazie e bravo per l’ammirevole suo libro su Caprilli. Sono felice di avere questo suo libro nella mia biblioteca. Certo che bella epoca era la Belle époque. La nostra, a confronto, ci sembra così insulsa!
Jean Luis Gouraud *
(* Noto scrittore equestre francese)
Grazie e bravo per l’ammirevole suo libro su Caprilli. Sono felice di avere questo suo libro nella mia biblioteca. Certo che bella epoca era la Belle époque. La nostra, a confronto, ci sembra così insulsa!
Jean Luis Gouraud *
(* Noto scrittore equestre francese)
Caro amico, a guardar bene, la belle époque aveva in sé tutti i bacilli della modernità: crisi politica, corruzione, nepotismo... Eppure era tanto diversa da oggi, per i modi, per lo stile, per i principi che rispettava, pagando il prezzo quando venivano violati. "Lo stile è l’uomo", si diceva, ed era vero. Caprilli ne fu una testimonianza, come cavaliere e come Persona.
Caro Dottore, ho letto con piacere il suo bellissimo libro su Caprilli, ma ho fatto fatica a trovarlo in libreria. Mi ha anche stupito un giudizio del colonnello Angioni che, su un sito per amatori, l’accusa di parlare di Caprilli come di uno che "correva dietro le gonne", facendo (lei) un "pessimo e inutile servizio".
Franco Ricciardi – Roma
Il libro è stato per giorni introvabile perché esaurito. La seconda edizione è già in stampa e presto sarà disponibile. Quanto ad Angioni, che conosco da decenni, va lasciato nel suo brodo. Forse si aspettava che anch’io entrassi nella confraternita dei "depositari autocertificati del metodo" che da mezzo secolo fa dell’autoerotismo su quisquiglie interpretative di Caprilli (magari francesizzato alla Angioni), ottenendo come risultato che l’equitazione italiana, senza insegnanti seri, è in stato comatoso dai tempi dei D’Inzeo e dei Mancinelli. Io ho scritto un libro di storia documentata, che non può prescindere dalle vicende personali, spesso condizionanti (come il suicidio della sorella di Caprilli, che gli agiografi non hanno mai raccontato, per non parlare di gonne). La storia descrive l’Uomo e le sue vicende. La Cavalleria era anche un fenomeno di dongiovannismo e per averlo scritto Prezzolini rischiò la galera. Questa è storia: per la manualistica rivolgersi altrove. E anche per le biografie ortodosse, come quella dell’ottimo Giubbilei, che per altro oggi si trova quasi esclusivamente nell’edizione stampata da me.


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