Ecco i ritratti dei grandi Maestri dell'Equitazione. Tra questi, due mie "scoperte": il negro Tom Bass, nato schiavo che - grazie ai cavalli e al suo talento - raggiunse una posizione di assoluto prestigio nell'America becera e razzista di fine 800, e il Comandante Rousselet, un autorevole cavallerizzo, che, 200 anni prima della moda dei "sussurratori", parlava con i cavalli.

mercoledì 28 ottobre 2020

L'amara fine di Baucher.

 



Parigi - 7 Marzo 1873: il generale L'Hotte si reca a far l'ultima visita al suo maestro che - malato da tempo - quasi cieco, era a letto in una piccola stanza di una misera pensione - Baucher sarebbe morto sei giorni dopo. 
 Ecco un mio estratto da: "Un Officier de Cavalerie" sull'episodio narrato da L'Hotte stesso.

"Appena che fui entrato, mi disse: Ah ! Come son contento che lei sia venuto... poi cominciammo a parlare di equitazione, l'oggetto del suo lavoro, delle sue ricerche e delle sue meditazioni, l'unica passione della sua vita: Ha provato a mettere in pratica l'ultima versione del mio sistema ? Lei è il solo che lo conosce per intero, e mi piace averglielo partecipato. 

La sua voce era debole quasi un soffio.... per agire soltanto sulle contrazioni, non bisogna mai tirare le redini, altrimenti si intralcia l'impulso e si falsa l'equilibrio del cavallo: si perde tutto.
La conversazione si spostò su altri argomenti, ma prima che mi congedassi ritornò sul suo sistema, stavolta accompagnò le parole con i gesti per rendere più efficace la sua spiegazione:
mi prese la mano e la impostò nella presa di briglia, e disse: Si ricordi bene: sempre così. e fissò la mia mano facendo pressione con la sua. Mai così. e  mi spinse la mano verso il petto. 
Sono contento di farle quest'ultimo presente prima di morire. 
Nel lasciarci, lo abbracciai affettuosamente e lui strinse forte la mia mano tra le sue. L'avrei rivisto soltanto nella bara.
Piccola spiegazione: il SEMPRE COSI' riferito alla posizione della mano del Generale seduto al capezzale del suo maestro in fin di vita, indica il gomito piegato e la mano sollevata.

.Questa è l'ultima lezione di Baucher: mai tirare, sempre sollevare. E' la lezione che considerava più importante, la priorità assoluta, il suo testamento.
"Toujours ça. Jamais ça." è una filosofia, è un valore equestre, quello di Baucher.

Baucher ha sperimentato tutto in equitazione, per semplificare il suo percorso, lo si divide in "due maniere"; la prima maniera assai difficile da mettere in pratica e ampiamente criticabile, la seconda, rappresenta la base fondamentale dell'equitazione in leggerezza, a tutt'oggi la miglior equitazione evoluta possibile.
Baucher, ormai vecchio, malato e stanco ha lasciato quest'ultimo suo metodo confuso e incompleto, in seguito, uno dei suoi allievi: il generale Faverot de Krebech, lo ha sviluppato in un libro: Dressage méthodique du cheval de selle, d’après les derniers enseignements de F. Baucher recueillis par un de ses élèves, avec portait et vignettes.
Ma è stato il generale L'Hotte, attraverso le sue due pubblicazioni: Un Ufficiale di Cavalleria e Questioni Equestri a mettere le basi dell'equitazione moderna francese che ha avuto - in tempi moderni - come suo più illustre rappresentante un portoghese: Nuno Oliveira.

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