Sans-culottes - Sanculotti
Sans culotte - Senza mutande
Un piccolo trattino fa un'enorme differenza.
L’Équitation française et la Révolution. - Igor Sokologosky
Da questa interessantissima pubblicazione, ho tratto nuovi tasselli per disegnare la figura Baucher e quella di L'Hotte.
Studiando il periodo storico nel quale ha vissuto il Generale e conoscendo la sua autobiografia, si capiscono i suoi "travagli interiori".
In "Un Officier", L'Hotte non fa cenno alle sue idee politiche, non descrive alcuna sua azione in battaglia, non ci partecipa nessun trasporto sentimentale verso alcuna donna, nè ci sono "testimonianze di sue frequentazioni - sia pur fugaci - col gentil sesso", non fa assolutamente nulla per evitare la fossa comune alle spoglie del suo adorato maestro ed amico Baucher.
Perché ?
Dirò, anzi argomenterò la mia opinione alla fine della traduzione di "Un Officier".
Per intanto ecco come Sokologosky chiude il suo prezioso trattatello che meriterebbe lo pubblicassi in traduzione intiera: -
Baucher présenta ses chevaux en Allemagne dans le but d’y diffuser sa méthode. L’entreprise se solda par un échec : les écuyers allemands restèrent fidèles à « l’unique vraie méthode qui repose sur l’ancienne École » celle de La Guérinière, qui était à l’origine de leur équitation. La principale école germanique, l’école espagnole de Vienne, veut l’être toujours comme en témoigne par exemple récemment Aloïs Podhajsky qui la dirigea. Celui-ci considère l’École de cavalerie comme « l’un des livres d’équitation fondamentaux de tous les temps »; ses principes, conservés dans les pays germaniques, « continuent encore aujourd’hui à vivre à l’école espagnole de Vienne sans avoir été altérés » écrit Podhajsky.
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| Aloïs Podhajsky |
Chez ce dernier, le rejet du bauchérisme est si fort qu’il laisse entendre que parce que Baucher mourut oublié — ce qui est vrai — sa doctrine le fut aussi - ce qui est faux — .
Podhajsky établit clairement un lien entre la ruine de l’équitation classique et les événements révolutionnaires : il écrit que « ses enseignements furent chassés de leur propre pays par la Révolution française ».
Decarpentry affirme que ce qui porta un tort définitif aux démonstrations de Baucher en Allemagne fut la révolution de 1848 : après les événements de février, « le bauchérisme venu de Paris prenait une odeur démagogique au moment où s’élevait l’inévitable réaction ».
Decarpentry attribue au comte Von Grünn le mot suivant portant sur la méthode de Baucher : «C’est
une équitation de sans-culottes » L’aide de camp de l’empereur François-Joseph aurait ainsi compris que la coïncidence de l’arrivée de Baucher sur ses terres avec celle du Printemps des peuples n’était en rien une coïncidence.
Baucher, si esibì - in Germania - coi suoi cavalli, con lo scopo di pubblicizzare il suo metodo.
Il tentativo si rivelò un fiasco perché i cavallerizzi tedeschi restarono caparbiamente attaccati allo: - "unico vero metodo valido che nasce dalla vecchia scuola, in altre parole alla scuola di de La Guerriniere, sulla quale si basa la loro equitazione.
La più importante scuola equestre germanica: la "Scuola Spagnola di Vienna", come sempre, è presa a prova di tutto ciò, lo ha fatto anche di recente Aloïs Podhajsky già direttore di quella accademia.
Podhajsky, scrive che "École de Cavalerie", è uno dei libri equestri più importanti di tutti i tempi; e i suoi principi - conservati nei paesi di lingua tedesca - continuano a vivere intatti nella "Scuola Spagnola di Vienna". Nota 1)
Il rifiuto del "baucherismo" di Podhajsky è così forte che lascia intendere che questo sia il perché Baucher è morto dimenticato - e questo è vero - dimenticato al pari della sua filosofia - e questo è falso.
Podhajsky afferma che esiste un evidente legame tra lo sfacelo dell'equitazione classica e i movimenti rivoluzionari, ha scritto: - "i suoi dettati, furono cancellati, nel paese in cui videro la luce, dalla rivoluzione francese".
Decarpentry afferma che ciò che definitivamente ha affossato le dimostrazioni di Baucher in Germania fu la rivoluzione del 1848, dopo i fatti di Febbraio: - "la repulsione al baucherismo, dato che era in corso l'inevitabile restaurazione, aveva un sapore del tutto demagogico."
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| Decarpentry |
Decarpentry attribuisce - riguardo il "metodo Baucher" - le seguenti parole del conte Von Grünn: - "E' una equitazione rivoluzionaria". Nota 2)
L'aiutante in campo dell'imperatore Cecco Beppe aveva capito che la concomitanza dell'arrivo sulle loro terre di Baucher e della "Primavera dei Popoli" non fu affatto una coincidenza.
Nota 1) Oggi, questo non è più vero, è normale vedere un cavallerizzo alla Scuola di Vienna esibirsi in una lunga sequenza di cambi di galoppo al tempo.
Cosa assolutamente impossibile se non si imposta il lallo nell'equilibrio orizzontale di baucheriana memoria.
Nota 2) "Rivoluzionaria, in questo caso, va inteso come "liberale, repubblicana" perché - dati i tempi - è a questo che pensava il conte dicendo: "sanculotta".





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