Ecco i ritratti dei grandi Maestri dell'Equitazione. Tra questi, due mie "scoperte": il negro Tom Bass, nato schiavo che - grazie ai cavalli e al suo talento - raggiunse una posizione di assoluto prestigio nell'America becera e razzista di fine 800, e il Comandante Rousselet, un autorevole cavallerizzo, che, 200 anni prima della moda dei "sussurratori", parlava con i cavalli.

domenica 18 ottobre 2020


lunedì 5 settembre 2011

Caprilli.

"Dimmi, per quale ragione questo Caprilli è così famoso anche in America?"

Lo chiedeva - per telefono - il nostro Presidente del Consiglio di allora: Giovanni Spadolini  - a Lucio Lami.

Fosse nato in Francia o in Gran Bretagna, Caprilli sarebbe diventato una "gloria nazionale" ed onorato come tale.
Purtroppo, da noi è sconosciuto ai più, quelli dell'ambiente equestre sanno di lui poco e male, perfino i suoi seguaci - più caprilliani di Caprilli - lo hanno "ingessato" nel suo sistema facendogli gran torto.

Sto rileggendo/studiando "Le Passioni del Dragone".

Pare che questo film fosse ispirato alla vita di Caprilli.




La vita di Caprilli sarebbe una perfetta sceneggiatura di un film o di una fiscion televisiva.
Ci sono tutti gli ingredienti per un gran successo, altro che "Luisa di Villaombrosa" : - amori, sport, amicizia virile, gossip e vips, bellezza, gelosie, invidie, l'imbecillità dei militari superiori, sopprusi, duelli, morti tragiche, il suicidio della sorella, ci sono persino spunti comici...vi immaginate Caprilli -  incazzatissimo come l'incredibile Ulk, coi baffi irti come il pelo di un cinghiale imbufalito

 - inseguire - con la sciabola in pugno il conte Franceschi Parra che aveva sfidato a duello perchè questi aveva abbandonato sua sorella - poco prima delle nozze - adducendo come scusa la vita "sregolata" di Caprilli - e che davanti all'ira funesta del capitano se l'era data - velocissimamente - a gambe ?

"...fermati!!....brutto fellone, figlio di una troja sudicia 'mpestata rotta n'culo tubercolosa e bucaiola... fermati che ti cavo le budella ne fo una collana e te la cingo al collo, poi ti spacco la  testa e ci caco dentro... fermati, maremma sozza maiala, ti voglio seppellire nella rumenta  !!!"

Il finale poi è perfetto, il nostro eroe morì giovanissimo cadendo banalmente - per un malore - da cavallo.

Quella sera, il capitano era triste, aveva aspettato invano Vittorina e invano aspettava la promozione a maggiore - certamente meritatissima -  da tempo promessagli ma mai arrivata.
Una morte strana che dette adito a dietrologismi più o meno fantasiosi e mai risolti, personalmente credo che Caprilli ebbe un malore e cadde da cavallo "come corpo morto cade" impattando il selciato in maniera devastante.

D'altronde, si ha notizia che Caprilli ebbe - precedentemente - altri due mancamenti simili le cui cause non è dato sapere, probabilmente il capitano aveva sentito altri "campanelli d'allarme" e forse era cosciente della "spada" che pendeva sulla sua testa, pertanto redasse - in maniera assai curiosa, poco prima della sua morte - il testamento.

Comunque sia, il "sistema naturale di equitazione", ha trovato fuori dall'Italia la sua evoluzione, il suo miglioramento, i risultati ne sono testimoni.

Fatto onore al merito di Caprilli che - ripeto - dovrebbe esser considerato una "gloria nazionale" in assoluto, bisogna dare atto che oggi - dei grandi campioni del s.o. - più nessuno "monta in purezza".

Il parallelo col "Flosbury flop" sorge spontaneo e sarà occasione di un mio prossimo ragionamento che tra l'altro verterà su di un'altra "puttanata equestre": - secondo alcuni il s.o. la monta sportiva, (la "dottrina sportiva" direbbe il Generale), dovrebbe essere chiamata  "monta italiana" ...chi ha pensato questa minchiata ? - "Dio solo lo sa", per intanto, per coloro che fossero interessati e capiscono il portoghese, ecco un linco sulla "monta Danloux"
Col. Danloux


La monta Danloux

Ma di cosa stiamo parlando ?
Monta italiana ? Monta Danloux ? Monta tedesca ? Forward seat ?

Cominciamo col dire che trattasi di stili di salto ostacoli, uno sport nato in Inghilterra nella seconda metà dell'ottocento.

Sottolineo ancora che Caprilli fu l'innovatore, colui che rivoluzionò questa disciplina.

Ma prima del s.o. esisteva - in tutt'Europa - la "monta inglese" che era caratterizzata dalla sella inglese, appunto; dal trotto all'inglese, appunto; dalla caccia a cavallo dove per lo più erano usati cavalli di purosangue inglese e suoi derivati, appunto; dalla tenuta dei cavalieri che si vestivano all'inglese, appunto, tutta la terminologia equestre era espressa - e lo è ancora - in inglese, appunto: -  paddock, field, steeple-chase, master, run, meet,. crack, trial, box, ecc. ecc. appunto !!
 Detta a "brutto muso", Caprilli praticava la monta inglese, questo fatto è incontestabile: - andava a caccia, partecipava alle corse in piano (nate in Inghilterra), agli steeple-chase e al salto ostacoli: naturalmente trottava all'inglese, ed usava selle inglesi e quando andava a cavallo in borghese vestiva all'inglese.


Ora - per capirci - bisogna definire che minchia è la  "monta": - "un insieme di principi equestri coerenti tra di loro che teorizzano i vari tipi di equitazione" (Questioni - L'Hotte), ad esempio: -
monta sportiva,  monta di scuola, monta da lavoro, monta militare che a loro volta si possono suddividere in:
monta sportiva: - s.o. dressage, completo, polo, ecc.
monta di scuola: - bassa scuola, alta scuola.
monta da lavoro: - monta maremmana, monta vaquera, monta uestern, ecc.
Queste sono le "monte di base", potremmo dire anche : - "discipline equestri" di base, oggi, da queste basi, si sono sviluppate una caterva di pseudo monte più o meno competitive che volutamente lascio perdere.

Dunque, se questa premessa è vera, ed è vera, monta inglese e monta sportiva sono sinonimi, sono la stessa cosa.

Siccome il salto ostacoli è uno sport equestre, deriva direttamente dalla "monta inglese" concettualmente e geograficamente.

Come è nato il s.o. ?
Come si è evoluto ?

E' quello che vedremo prossimamente.












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